Dan Auerbach, la recensione di 'Waiting on a Song'

Non lasciatevi ingannare da credits e presentazione: il nuovo album di Dan Auerbach è molto più concreto e molto meno evocativo di quanto si possa sospettare...

Recensione del 07 giu 2017 a cura di Davide Poliani

Voto 8/10

Viene da essere sospettosi quando, nel presentare un disco prima ancora di ascoltarlo, si forniscono coordinate troppo precise: che "Waiting On A Song" vantasse un pressoché completo lignaggio nashvilliano fu sbandierato sin dalla diffusione di "Shine On Me", lo scorso mese di marzo, e il timore che Dan Auerbach avesse scelto di rifugiarsi in una personale elegia del suo amore di sempre - il sound della Music City - era forte. A certificare come il pericolo sia stato schivato - e alla grande - sono le dieci tracce della seconda prova in studio sulla lunga distanza del motore musicale dei Black Keys: il cantante, autore e polistrumentista di Akron è stato bravo nel lasciarsi travolgere dal magistero strumentale dei venerati maestri coinvolti nell'operazione - Duane Eddie, Bobby Wood, Gene Chrisman e gli altri - riuscendo a tenere saldamente la barra della scrittura.

Canzoni come "King of a One Horse Town" o "Malibu Man" la dicono lunga su quanto sia cresciuto Aeurbach come songwriter, ormai in grado di gestire una vasta gamma di registri, dai più ruvidi e d'impatto - quelli che a inizio carriera fecero la fortuna sua e di Patrick Carney - ai più complessi e raffinati, gli stessi frequentati dalle grandi penne che fecero la storia della canzone a stelle e strisce e ai quali lui, nel suo ultimo disco, ha fatto esplicito richiamo: che poi "l'energia scaturita in sala durante le session" - sono parole sue - abbia fatto il resto, contribuendo a creare la magia, di dubbi ce ne sono pochi. Se tuttavia Auerbach non fosse riuscito a imporre la sua personalità di autore, difficilmente tra le mani ci sarebbe finito un disco tanto riuscito.

Perché, alla fine, il bello di "Wainting On A Song" - oltre che alla solidità autoriale e musicale - sono (anche) i diversi livelli di lettura: il lussuoso pedigree snocciolato nei credits farà di certo la felicità degli appassionati del genere, ma anche senza stare a rincorrere il twang sound di Eddy tra i risvolti degli arrangiamenti o a godere del tocco di Chrisman provate a dimenticare tutto, a premere il tasto "play" e a limitarvi ad ascoltare. Vi troverete nelle orecchie un disco di belle canzoni suonate bene. Cosa importa, dopo tutto, chi le ha registrate e come?

Tracklist

01. Waiting on a Song (02:49)
02. Malibu Man (03:36)
03. Livin' in Sin (02:24)
04. Shine on Me (03:17)
05. King of a One Horse Town (03:46)
06. Never in My Wildest Dreams (02:56)
07. Cherrybomb (03:45)
08. Stand by My Girl (03:53)
09. Undertow (03:23)
10. Show Me (02:49)

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