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Recensioni / 16 mag 2017

Piccoli Animali Senza Espressione - SVEGLIO FANTASMA - la recensione

Piccoli Animali Senza Espressione: leggi qui la recensione di "Sveglio fantasma"

Terzo album per i Piccoli Animali Senza Espressione, al secolo Edoardo Bacchelli (voce), Andrea Fusario (basso), Filippo Trombi (chitarra e cori) e Annalisa Boccardi (testi).

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Marco Jeannin
SVEGLIO FANTASMA
Sussurround (Digital Media)

Mettiamola così. Di “Sveglio fantasma” mi sono fatto un’idea nel corso di un mesetto circa. Un lasso di tempo non infinito ma piuttosto lungo, comunque più del (mio) solito. Perché il terzo lavoro dei Piccoli Animali Senza Espressione, al secolo Edoardo Bacchelli (voce), Andrea Fusario (basso), Filippo Trombi (chitarra e cori) e Annalisa Boccardi (testi) non è un disco così facile con cui avere a che fare. Questo invece l’ho capito in fretta, prendendolo immediatamente come un buon segno, e poi mi ci sono messo, ascoltandolo in situazioni ambientali nettamente diverse. Giornate buone e altre meno, di sole e di pioggia, di stress e di relax. Un esperimento dagli effetti interessanti: ho notato come il pop non convenzionale dei P.A.S.E., e di questo “Sveglio fantasma” nello specifico, prenda la forma dell’ambiente in cui si propaga grazie ad un’indole elettronica che impasta a dovere il suono, che arriva in primo piano, e ad arrangiamenti e scelte melodiche che spesso e volentieri richiamano paesaggi geograficamente lontani. Sa essere malinconico e emotivo, tragico e incoraggiante. Dark e luminoso. Ha una profondità sonora che lo rende semplice a prima vista, ma che lascia spazio a qualcosa di più complesso: una fascia emotiva che devo ammettere essere piuttosto variegata.

Ieri, parlando con Andrea Fusario, bassista della band ed ex Virginiana Miller, gli ho chiesto di dirmi la sua sul disco. L’ho fatto perché la mia idea del progetto, che ho illustrato qui sopra, dopo aver ascoltato pezzi come “La mia parte lagunare”, “Oltremare” o la scheggia “Luce astrale” che lancia i sei minuti e quaranta di “Vicolo d’oro” (dal cui testo è tratto il titolo del disco), si era già piuttosto consolidata e ho sentito che era il momento di andare oltre. Andrea mi ha risposto:

Sveglio fantasma è una ricerca di equilibrio tra elettronica e strumenti a corda, tra melodie della voce e sonorità delle parole. È il nostro invito a risvegliare la parte più autentica del sé, ad ascoltare e percepire anche gli aspetti più nascosti del vivere fino a distinguere il respiro e il canto del sovrasensibile.

Penso che la mia idea del disco e la sua non siano poi così distanti. I P.A.S.E. sono una band con una poetica particolare e come tale vanno affrontati. Una band di Musicisti che amano sperimentare con la materia sonora, provando costantemente ad andare oltre quello che è stato definito sovrasensibile, alla ricerca di un suono fantasma capace di attraversare le pareti di genere. In questo senso, la scelta di dare poi una forma di base pop al tutto è la prova che le cose apparentemente semplici, come sempre, sono le più complesse. Tornando ai pezzi, registrati tra maggio e ottobre 2016 a Tirrenia (PI) e Haarlem (NL), e prodotti da Dimitri Niccolai, va segnalata la presenza di Nabil Salameh (Radiodervish), voce nella depechemodiana (sponda Martin Gore in versione araba) “Luminoso”, e del maestro Mauro Grossi, al piano in “Tracce separate”, un dolcissimo arrivederci. I miei pezzi preferiti rimangono però “La mia parte lagunare”, un brano in cui ho ritrovato la poesia dei migliori Perturbazione, qui però vestita di sintetico, e “Vicolo d’oro”. In quest’ultimo ti puoi perdere.

TRACKLIST

01. La teoria delle stringhe - (03:48)
02. La mia parte lagunare - (04:12)
03. Come il quadrato - (05:02)
04. Luminoso - (04:31)
05. In cammino - (03:56)
06. Il punto e la linea - (04:02)
07. Oltremare - (04:08)
08. Lupa - (04:44)
09. Luce astrale - (01:02)
10. Vicolo d'oro - (06:40)
11. Tracce separate - (02:39)