«LIVE & LOUDER - Dead Daisies» la recensione di Rockol

Dead Daisies: in the name of rawk'n'rawl!

Un disco dal vivo per un supergruppo che rievoca i fasti dello street/sleazy rock, ma soprattutto ama il rock'n'roll senza troppe menate

Recensione del 17 mag 2017 a cura di Andrea Valentini

La recensione

Rawk’n’rawl, baby. Chi, fra i lettori e le lettrici un filino più agée (diciamo over 30), ricorda l’epopea dello street rock degli Eighties si leccherà le labbra come un gatto davanti a un patè di passerotto appena frullato: il live dei Dead Daisies, infatti, è una vera e propria celebrazione orgiastica di quella Sunset Strip life e delle relative sonorità che diedero i natali (e il successo) a band come Mötley Crüe, Guns N’ Roses, Faster Pussycat, L.A. Guns e tutta la genìa di seguaci.

Non per nulla i Dead Daisies (band dall’identità planetaria, con radici in Australia e negli USA) vede in formazione Brian Tichy (Ozzy Osbourne, Foreigner) alla batteria, David Lowy (Red Phoenix, Mink) alla chitarra, John Corabi (Mötley Crüe, The Scream) alla voce, Doug Aldrich (Whitesnake, Dio) alla chitarra e Marco Mendoza (Thin Lizzy, Whitesnake) al basso… serve altro? No davvero.

Certo, il concetto di supergruppo sa di passato, ma non per questo non può funzionare. Soprattutto se declinato senza pretese e nel nome di un genuino amore per il rock, come dimostrano di fare i Dead Daisies. Per convincersene basta passare in rivista i tre album in studio che hanno sfornato, ma il live qui presente è la fatidica prova del nove di buona memoria.

Riff a presa rapida, rock a 360° che spazia dal rock’n’roll all’hard, passando per il glam, lo street, lo sleazy, il southern, il metal e alcuni tocchi punk/proto-punk… insomma musica che se approcciata senza pregiudizi è in grado di mettere d’accordo più o meno tutti. Dal vivo, poi, queste caratteristiche si esaltano e il sound si fa nazionalpopolare nel senso che è difficile non battere il piedino, alzare il pugno in aria e cantare i ritornelli (compresi quelli delle cover di Creedence, Grand Funk e Beatles, per dire). Un buon live che regala una boccata d’aria senza pensieri e seghe mentali. It’s only rock’n’roll, come disse il poeta.

Bonus: il CD è accompagnato da un DVD con materiale dal vivo, un documentario sul tour e alcuni clip…

TRACKLIST

01. Long Way To Go - Live (04:44)
02. Mexico - Live (05:16)
03. Make Some Noise - Live (02:59)
04. Song And A Prayer - Live (03:38)
05. Fortunate Son - Live (04:01)
06. We All Fall Down - Live (03:43)
07. Lock'N'Load - Live (05:11)
08. Something I Said - Live (05:18)
09. Last Time I Saw The Sun - Live (05:13)
10. Join Together - Live (06:30)
11. With You And I - Live (05:05)
12. Band Intros - Live (05:04)
13. Mainline - Live (04:53)
14. Helter Skelter - Live (06:56)
15. American Band - Live (03:26)
16. Midnight Moses - Live (05:30)
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