«STRENGTH OF A WOMAN - Mary J. Blige» la recensione di Rockol

Mary J. Blige, quando il dolore porta alla bellezza

Dolore, rabbia, vendetta e poi ancora resilienza e sottile speranza. Sono gli stati d'animo che si susseguono in “Strenght of a woman” dove Mary J Blige racconta pezzi di vita vissuta in canzoni tra r&b e attitudine hip-hop.

Recensione del 06 mag 2017 a cura di Michele Boroni

La recensione

Empowerment è stata la parola chiave che ha caratterizzato buona parte della recente produzione r&b femminile, a partire dalla sorelle Knowles fino ad Alicia Keys. Non poteva certo mancare la soul singer che ha da sempre utilizzato la propria musica come confessionale per il racconto della propria tumultuosa biografia e come strumento di emancipazione. Basta solo leggere qualche titolo della sua discografia - “Stronger with each tear”, “The breakthrough”, “No more drama”, “My life” - per capire come Mary J Blige, quando le altre donne dell'r&b cantavano di balocchi e profumi, metteva in gioco sé stessa e i suoi travagli senza troppi filtri. L'avevamo lasciata nel 2014 a Londra dove provava ad uscire dai soliti suoni degli studi di Los Angeles e New York per collaborare insieme ai nomi nuovi dell'EDM come i Disclosure e del pop soul britannico (Sam Smith, Naughty Boy, Sam Romans).

Nel frattempo però la soul singer ha rotto con il manager marito Kendu Isaacs – tradimenti con le di lei migliori amiche, divorzio con dettagli condivisi sui giornali, etc.. - e questo disco racconta la rabbia, il dolore, l'angoscia e poi il lato più malinconico, di resilienza, riappacificazione con sé stessa e la scoperta di un lato più spirituale. Certo, same old story - diranno i più scafati e cinici – situazione già vista in “Lemonade” di Beyonce. Però al contrario di quest'ultima, che aveva confezionato il tutto come efficace narrazione per i media (e tre mesi dopo, il fedifrago Jay Z accompagnava la mogliettina per tutto il tour), qui la soul singer di New York dà l'impressione che sia tutto molto vero e doloroso, e il vibrato non sempre preciso è uno dei tanti segnali.

Basterebbero solo le prime tra canzoni che aprono “Strenght of a woman” per inquadrare il mood dell'intero disco: i due singoli – “Love yourself” con un brillante Kanye West che rappa su un tema che conosce perfettamente, ovvero l'amore verso sé stesso e “Thick of it” - ma soprattutto “Set me free”, scritta insieme all'ottima Jazmine Sullivan, forse la traccia più riuscita in cui esce tutta la rabbia sotto forma di soul song ("C'è un posto speciale all'inferno per te" canta rivolta all'ex marito). La formula musicale è quella ormai rodata, e in un certo senso classica, di mix r'n'b con attitudine hip-hop (le tripliche che MJB fa su alcune strofe sono eccellenti, sarà bello sentirla dal vivo quest'estate al Lucca Summer Festival), grazie anche all'elegante produzione di DJ Camper.

Meno riuscite invece “Glow up” con DJ Khaled, Missy Elliot e Quavo dei Migos, con i suoni del momento e la mielosa “Smile” con Prince Charlez. Da segnalare invece “Find the love” l'unico brano up-tempo con la nota di chitarra ripetuta che sembra presa pari pari da “I wanna be your lover” di Prince e poi “Telling the Truth” dei prezzemolini Badbadnotgood e prodotto dal dj e producer Kaytranada. Chiude il disco “Hello Father” dove gli appassionati di soul ritroveranno la struttura melodica e armonica di “Jesus Children of America” tratta da Innervision di Stevie Wonder.

“Strenght of a woman” (il cui titolo evidentemente gioca di assonanze con la versione USA del film di Dino Risi “Profumo di donna / Scent of a woman”) è un disco che, pur in assenza di singoloni killer, conferma ancora una volta il carattere di una grande soul singer che non solo non si arrende di fronte agli imprevisti della vita, ma li trasforma in bellezza.

TRACKLIST

01. Love Yourself (04:58)
02. Thick Of It (04:01)
03. Set Me Free (03:29)
04. It's Me (04:30)
05. Glow Up (04:06)
07. Indestructible (04:43)
08. Thank You (04:05)
09. Survivor (04:44)
10. Find The Love (03:23)
11. Smile (03:42)
12. Telling The Truth (03:57)
14. Hello Father (03:19)
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