«NO HUMAN DREAM - Stefano Meli» la recensione di Rockol

Stefano Meli: leggi qui la recensione di "No human dream"

“No human dream” è il nuovo disco del bluesman ragusano Stefano Meli, registrato con una vecchia una vecchia chitarra Silvertone Kay del 1959 e una Harmony Stella del 1960.

Recensione del 04 mag 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Stefano Meli è un chitarrista blues, siciliano di Ragusa, classe 1973; “No human dream” è il suo sesto album in veste solista, dopo aver collaborato con due band, i La Casbah e i Caruana Mundi, con cui pubblica rispettivamente due album a testa.

Stefano Meli è un chitarrista blues, ma anche un chitarrista dal background folk. E un chitarrista che ha nel fingerpicking uno dei suoi punti di forza. Ha scritto e prodotto “No human dream” registrandolo in presa diretta accompagnato solamente da una Silvertone Kay del 1959 e una Harmony Stella del ‘60, al Little Lost Cat Studio Recording, un piccolostudio disperso nelle campagne siciliane, completando poi le registrazioni da Carlo Natoli al Phantasma Studio Recording.

“No human dream” è quindi un disco due chitarre e solitudine. O meglio, è un disco pensato in solitudine e con due chitarre ma che, a ben vedere, vanta la collaborazione dei Gentless3 (Carlo Natoli al basso e al mix, Sergio Occhipinti al basso e alle Spoken Words, Sebastiano Cataudo alla batteria) e della violinista spagnola Anna Galba (Fratelli La Strada). Perché va bene ragionare la musica in un certo modo, ma quando poi questa prende forma, essa necessariamente esterna una serie di bisogni che vanno soddisfatti. Stiamo parlando di arrangiamento e suono. I dieci strumentali di “No human dream” sono dunque un concentrato di emotività, racconti di vita, melodie essenziali a sei corde e atmosfere blues che sfiorano il cinematografico. Pezzi che generano in modo quasi automatico un immaginario (il cinema, appunto, non è cosa nuova per Meli, già in passato alle prese con la scrittura per la settima arte) che riesce ad agganciarsi a chi ascolta in modo altrettanto automatico. Questione di songwriting (o storytelling?), carisma e, di nuovo, melodie. Una terna che Meli, musicista ormai maturo, sa controllare con la sicurezza di chi vive la musica come vive la vita. Io non lo conosco Stefano, ma me lo immagino esattamente così: maturo, carismatico, severo ma dolce. Uno che se decide di fare un disco non può che farlo in questa maniera. Essenziale.

“No human dream” è uno di quei lavori che vanno presi, messi sul piatto e lasciati andare. Vecchia scuola, genere intramontabile.

TRACKLIST

01. Petra (07:37)
02. Tree (06:20)
03. Sonoma (04:57)
04. Rain (04:58)
05. Noose (04:22)
06. Desert (05:32)
07. No Human Dream (05:17)
08. Kee (05:54)
09. Stella (06:06)
10. After Midnight (04:28)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.