«GRAMMY RAP NOMINEES 1999 - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - GRAMMY RAP NOMINEES 1999 - la recensione

Recensione del 20 feb 1999

La recensione

Che l’hip hop sia il genere musicale che negli States domina il mercato discografico - soprattutto fra i teenagers - è poco ma sicuro: a ulteriore testimonianza del fenomeno arriva questa compilation che mette insieme i titoli e gli artisti candidati a vario titolo ai prossimi Grammy Awards, in programma per la notte del 24 febbraio. Strano come un genere musicale nato ormai vent’anni fa sia assurto in tempi recenti ad una popolarità incredibile, sorretta anche da ambigui procedimenti promozionali, che comprendono accanto a interviste, concerti e autografi - in alcuni casi - sparatorie, risse, stupri e permanenze più o meno lunghe nelle patrie galere. Gangsta’ rap, si chiamava qualche anno fa, ma l’aspetto ‘too bad’ ha contagiato molti protagonisti dell’hip hop, dando di per ciò stesso il via ad una serie di nuovi eroi che recuperando l’aspetto più glam e sbrasone di questa musica - che ricordiamo nasce dalle competizioni verbali improvvisate nei ghetti e dirette discendenti dell’equivalente africano - si sono tenuti però lontani dal ‘vogliamoci male’ del gansta’, florido soprattutto sulla costa occidentale degli States. Così l’apparenza tosta dei suoi protagonisti e dei brani sanamente ruffiani hanno creato degli hits ‘trasversali, in grado di aspirare ad un audience pop oltre che hip hop: su questa raccolta ce ne sono diversi, a partire da "The lost ones" di Lauryn Hill, "Gettin’ jiggy with it" firmata Will Smith, "Ghetto Supastar" di Pras e "Sweetheart" di Jermaine Dupri, cantata insieme alla burrosa Mariah Carey. Canzoni dell’anno a tutti gli effetti, quelle citate, a riprova di un’espansione del genere che ha contagiato modelli e stili di produzione: sono tempi di vacche grasse per i vari Dupri, Pras, Wyclef Jean, Babyface, che si trovano a ricevere profumati compensi per rendere ‘cute’ gli album delle star del pop più attempate o in crisi di identità (e quindi di successo). Tra i nomi di spicco in questa collection, oltre quelli citati, ricordiamo il fenomeno Busta Rhymes, gli inossidabili Beastie Boys - loro sì, sulla scena da quasi vent’anni - glorie recentemente discioltesi come A Tribe Called Quest e nuovi punti di riferimento (Mase, Big Punisher). Nella compilation sono presenti, come solisti, tutti e tre i componenti dei Fugees (Pras, Lauryn Hill, Wyclef Jean), a dimostrazione di quanto Dio abbia esagerato nel fornire di talento quel gruppo. 13 brani di alto livello, per il consuntivo di un’annata hip hop da ricordare.
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