«I HAVE A CALL - Girless» la recensione di Rockol

Girless: leggi qui la recensione di "I have a call"

Registrato, prodotto, mixato e masterizzato presso lo Stop Studio di Rimini da Andrea Muccioli e Ivan Tonelli, edito da Stop Records e To Lose La Track, “I have a call” è il disco d’esordio da solista di Girless, già Girless & The Orphan.

Recensione del 20 apr 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Otto personaggi. Otto morti. Otto suicidi. Un unico autore. Meglio, Tommaso che nei Girless & The Orphan è, appunto, Girless.

Messa per un attimo da parte la band madre, se così possiamo chiamarla, Tommaso decide di prendere in mano i pezzi abbozzati scritti in acustico nel corso degli anni e dare una forma a un qualcosa che forma ancora non ha. Una forma folk, voce e chitarra e poco più (vedi “Sylvia”), per un contenuto altrettanto folk; dei racconti di vita che, nello specifico, si riferiscono a otto, anzi… sette più una persone celebri, tutte legate dal fatto che hanno scelto di porre volontariamente fine alla loro vita. Suicidi.

“… si passa quindi dalla figura di Ernest Hemingway, un mondo troppo grande per essere incluso in una sola canzone, a quella di Primo Levi, divorato dal ricordo, forse butattosi, forse caduto. Da Mario Monicelli, troppo orgoglioso per spegnersi tra le mura di un ospedale, a Vladimir Majakovskij, troppo veloce rispetto a chi gli stava intorno, fino ad arrivare a Luigi Tenco, troppo speciale per adeguarsi al conformismo popolare. Donne fiere ma forse troppo sole, come Virginia Woolf e Sylvia Plath, tormentate dalle voci di un passato ingiusto. E quel +1, Giuseppe Pinelli, colui che “e` stato suicidato”.

Che disco è “I have a call”. Che stiamo parlando di folk lo abbiamo detto. Quanto la tematica del disco, il punto di vista, sia piuttosto greve non penso serva sottolinearlo. Che la scelta stessa della tematica la dica lunga su cosa fa presa su Tommaso mi sembra sia superfluo. Allora? Che cosa rimane? Rimangono le canzoni, pure e semplici. Otto racconti scarni, musicalmente essenziali com’è giusto che sia, che sanno essere piacevolmente malinconici e pesantemente dolorosi. Che trasmettono serenità e disagio, che nella loro semplicità colpiscono quanto basta per convincere chi ascolta che “I have a call” è, più che una semplice affermazione, la chiamata ad un appuntamento con otto personaggi che di cose da dire ne hanno avute, e continuano a comunicare anche dopo morti. E per quanto i protagonisti dei pezzi siano conosciuti, riuscire a raccontare le vite degli altri è sempre un lavoro molto duro; include prendere in considerazione la morte come parte essenziale delle vite stesse, e provare non solo a capirla, ma anche a viverla in profondo, a volte rabbiosamente. Perché, in un modo o nell’altro, un autore diventa esso stesso i personaggi che decide di raccontare. Una sfida che Girless ha affrontato di petto, nel modo a lui più consono: voce e chitarra. Una prova notevole, un disco letteralmente solista, perché è da soli che certe cose possono essere affrontate. Tipo morire.

TRACKLIST

01. Ernest (03:29)
02. Mario (01:50)
03. Primo (03:23)
04. Virginia (02:47)
05. Giuseppe (02:20)
06. Vladimir (04:23)
07. Luigi (02:26)
08. Sylvia (03:18)
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