«FASE DUE - Plan de Fuga» la recensione di Rockol

Plan de Fuga: leggi qui la recensione di "Fase due"

A due anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, intitolato programmaticamente “Fase 1”, tornano i bresciani Plan de Fuga con la seconda parte di un percorso che li ha visti passare dalla lingua inglese al cantato in italiano.

Recensione del 25 mar 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Ultimamente mi piace andare a cercare cosa pensano le band dei propri dischi. Lo sto facendo sempre più spesso, soprattutto dopo aver ascoltato i pezzi, per capire quanto il mio punto di vista coincida o meno con quello del gruppo. Come e cosa penso mi stia arrivando, e cosa voleva arrivare. Per quanto riguarda “Fase 2” dei Plan de Fuga sono andato anche un pelo oltre. Ho potuto farlo perché conosco i ragazzi da tempo, una condizione che in sede di recensione è sempre un’arma a doppio taglio ma che in questo caso mi ha permesso, per documentarmi meglio, di chiedere a Filippo (De Paoli) qualcosa in più.

 “Fase 2” è il raggiungimento della consapevolezza della propria devastazione. Il nichilismo che sostituisce la volontà. Un deserto di luci nere da attraversare per cercare la salvezza. Un percorso indefinito dove la speranza si sostituisce alla rabbia e la disperazione guida le legioni verso la sicura sconfitta.".

Quello che ci terrei ad aggiungere personalmente è che “Fase 2”, come “Fase 1”, è un album abbastanza in controtendenza rispetto alla direzione che la musica sta prendendo in Italia. Vuole essere, come sempre abbiamo voluto, un disco di contenuti, sociali e personali, che siamo felici di dividere con il nostro pubblico, anche se non trovasse moltissimo "affetto" da parte chi cerca nella musica esclusivamente intrattenimento e leggerezza. Il rock ha sempre avuto una funzione precisa nel panorama musicale e noi nel nostro piccolo ci teniamo a cercare di dare un po' di spessore e non solo nella ricerca sonora. Poi come leggerai (nel comunicato stampa, N.d.A.) due pezzi sono stati prodotti dal grande Giovanni Ferrario per spingere ulteriormente oltre il nostro sound.

Ecco. Qui subentro io. “Fase 2” arriva a un annetto da “Fase 1”, Ep che ha inaugurato il passaggio al cantato in italiano per i PDF. Un cambiamento piuttosto importante per una band caratterizzata fin dall’inizio da un lavoro in termini di scrittura e arrangiamento sempre molto riconoscibile - i PDF sono una delle poche band rimaste che riconosci ad occhi chiusi - che abbinato al cantato in inglese di Filippo ha costituito con il tempo un vero marchio di fabbrica. La voglia di superare questo standard, la tensione verso qualcosa di diverso e stato il motore che ha spinto la band a cambiare. “Fase 1”, anche stilisticamente, era il seme di questo cambiamento che ora con “Fase 2” sta definitivamente sbocciando. Torniamo per un attimo a: “…due pezzi sono stati prodotti dal grande Giovanni Ferrario per spingere ulteriormente oltre il nostro sound”.

Questo è il punto fondamentale. I Plan de Fuga di “Fase 2” sono una band molto più ruvida e disillusa rispetto a quanto sentito nel passato recente. In questo senso, pezzi come “Distruggi tutto” e “Causa effetto” sono un buon esempio, ma è con “Alzare la marea” e la conclusiva “Change it” che il discorso trova davvero compimento. Perché è da questi due pezzi che i Plan de Fuga dovranno impostare il futuro, l’eventuale “Fase 3”, anche solo da un punto di vista concettuale (il sound sarà poi una conseguenza).

Perché nel loro essere una band rock o non rock, alternative o indipendente, mainstream o tutto insieme, quello che i Plan de Fuga hanno sempre dimostrato con i loro lavori è che sanno sempre essere loro stess, a patto però di esserlo in tantissimi modi diversi. Sono una band che prova, che cambia, che suona benissimo e che tu che ascolti continuerai a riconoscere a occhi chiusi. Si parla sempre di quella famosa identità che le band dovrebbero avere, quella cosa che fa la differenza all’inizio e ti fa andare avanti nel poi. Ecco, i Plan de Fuga quella cosa lì ce l’hanno. Sempre avuta; mai uguale, ma sempre la stessa. “Fase 2” ne è l’ennesima conferma e penso che dal vivo lo sarà ancora di più.

TRACKLIST

01. Mi ucciderai
02. Come vuoi che sia
03. Alzare la marea
04. Causa effetto
05. Distruggi tutto
06. Change it
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