«PULVISCOLO - Colombre» la recensione di Rockol

Colombre: leggi qui la recensione del nuovo album "Pulviscolo"

“Pulviscolo” è un disco amaro, grottesco, inquieto, ansioso e tragicamente ironico; un disco che parla principalmente di distacco e ragiona in modo molto intelligente sul tempo che passa e su come questo definisca i rapporti...

Recensione del 18 mar 2017 a cura di Marco Jeannin

La recensione

"Pulviscolo" e` un disco arrangiato, suonato da me. Prodotto insieme a Fabio Grande (Joe Victor, Mai stato altrove, The Shalalalas), registrato da Fabio e Pietro Paroletti in pochi giorni presso la "Sala Tre" degli Artigiani Studio di Formello (Roma) e masterizzato da Carl Saff a Chicago. Marco “Carta” Cattaneo e Marco Imparato hanno suonato il basso e la batteria registrando tutto in presa diretta, senza click e senza cuffie perché le canzoni oscillassero come le onde del mare. Il disco contiene una canzone, Blatte, cantata insieme ad IOSONOUNCANE che l'ha impreziosita con dei cori soul.

Colombre è Giovanni Imparato. Giovanni Imparato ha inciso due dischi e un EP con i Chewingum e dal 2012 è a fianco di Maria Antonietta con cui co- produce il disco "Sassi" del 2014 e il successivo EP "Maria Antonietta Loves Chewingum". Nel 2016 Giovanni decide di mettersi definitivamente in proprio: nasce il progetto Colombre, e la scelta del nome non è casuale; per lo meno non lo è dopo che uno ha ascoltato “Pulviscolo”. Giovanni prende spunto da un racconto di Dino Buzzati intitolato precisamente “Il Colombre”, una storia che vede protagonisti un giovane marinaio e un mostro marino. Il mostro, il Colombre, sceglie il marinaio quando questo è ancora in giovane età, legando la propria vita alla sua. Il Colombre… lo insegue per tutti i mari e gli oceani del mondo finche´ il marinaio, ormai diventato un vecchio comandante e prossimo a morire, decide per una sorta di rispetto verso l’antico nemico che l’ha seguito fedelmente in ogni dove di farsi calare dai suoi marinai in una scialuppa e di incontrare il mostro. Quando a colpi di remi lo raggiunge il Colombre emerge dalle acque e gli dice “Quanto mi hai fatto aspettare. Io volevo solo raggiungerti per consegnarti la perla del mare che dona felicita` e ricchezza eterne”. E poi scompare.

“Pulviscolo” è un disco d'esordio amaro, grottesco, inquieto, ansioso e tragicamente ironico; un disco che parla principalmente di distacco e ragiona in modo molto intelligente sul tempo che passa e su come questo definisca i rapporti. In tutto questo non so quanto ci sia di autobiografico e quanto invece sia puro racconto. Verrebbe da pensare che Imparato abbia deciso di mettersi in proprio per raccontarsi ed esorcizzare il famoso mostro, incarnandolo fisicamente in una sorta di catarsi, ma non è così scontato perché gli otto pezzi in scaletta sono opera di uno scrittore, uno che sa vedere ciò che lo circonda e/o, se non fosse sufficiente, sa creare e poi raccontare un mondo ad hoc. Solitamente lascio sempre a chi ascolta l’onere di vivere in prima persona il piacere della scoperta dei testi di un disco, senza commentare troppo e concentrarmi sulla musica. Questa volta ho preferito fare il contrario e privilegiare i contenuti, perché “Pulviscolo” è un disco nato indirettamente da un racconto, formato da racconti di persone e di sentimenti e come tale va considerato. Dal punto di vista del suono, questo disco light pop ascoltatevelo alla fine di un viaggio di ritorno.

Come prima di lui Calcutta, i primi TheGiornalisti, IOSONOUNCANE, i Cani e Giorgio Poi, anche Giovanni “Colombre” Imparato con “Pulviscolo” si è iscritto al registro della nuova leva cantautorale di questi anni Dieci. E con in repertorio pezzi come “Fuoritempo” e "Sveglia" direi che c’è poco da discutere.

TRACKLIST

01. Pulviscolo (03:13)
02. Fuoritempo (03:29)
03. Blatte (03:56)
04. T.S.O. (03:21)
05. Dimmi tu (02:43)
06. Sveglia (02:08)
07. Bugiardo (02:52)
08. Deserto (03:51)
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