«THE ORDER OF TIME - Valerie June» la recensione di Rockol

L'Ordine del Tempo di Valerie June, un mix di suoni ed emozioni

35 anni, dal Tennesee, è una delle più interessanti voci black degli ultimi anni, tra tradizione e modernità. Ecco il suo "Order of time"

Recensione del 13 mar 2017 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

"Capire l'ordine del tempo è fondamentale per chiunque speri di manifestare il proprio sogno. Questo disco usa tutte le emozioni umane, dal desiderio all'amore, per mostrare che, con un piccolo sforzo, le cose possono funzionare. Combina i colori del genere e gli stati dell'essere, dal cuore all'amore, occupandosi di sconfitte e e perdite, ma con il desiderio e la speranza per un mondo nuovo": già da queste parole si capisce che Valerie June è diversa. Non solo nel modo di apparire, con quella testa da Medusa, ma anche e soprattutto nel modo di intendere la musica.

La storia del disco:
35 anni, originaria del Tennesee, Valerie June 4 anni fa aveva pubblicato "Pushin' against a stone", primo disco a larga diffusione dopo alcuni lavori autoprodotti: aveva stupito per la sua maturità sonora (con una mano da Dan Auerbach) e per il mix tra tradizione e modernità. Un modo contemporaneamente classico e contemporaneo di intendere la black music, che Valerie June porta avanti in questo atteso e sofferto lavoro (originariamente previsto per la fine del 2016, poi rimandato).

Come suona e cosa c’è dentro
Messi da parte alcuni manierismi tipici della firma della produzione di Auerbach, questa vola June ha lavorato con Matt Martinelli (Bad Brains), proseguendo nella sua ricerca e ampliando i suoi orizzonti. Si va dal blues ritmato di "Shakedown", alla ballata vecchio stile ("Love you once made", "Slipe slide on by") al rock quasi psichedelico di "If and", al country di "The front door".

Perché ascoltarlo (o perché girare alla larga)
Una voce unica, un po' nasale (è la sua firma) ed un suono perfetto, contemporaneamente retrò e attuale: difficile sentire dischi così intensi, ma anche così puliti è davvero raro. Un gioiello, nel suo genere.

La canzone fondamentale
L'apertura con "Long Lonely Road": voce e batteria, gli altri strumenti che entrano poco per volta, fino a costruire il manifesto del disco, un delicato brano senza tempo.

 

TRACKLIST

01. Long Lonely Road (03:56)
02. Love You Once Made (03:37)
03. Shake Down (02:46)
04. If And (03:30)
05. Man Done Wrong (03:06)
06. The Front Door (04:14)
07. Astral Plane (03:38)
08. Just In Time (03:50)
09. With You (02:42)
10. Slip Slide On By (04:04)
11. Two Hearts (03:53)
12. Got Soul (04:12)
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