Recensioni / 23 feb 2017

Jens Lekman - LIFE WILL SEE YOU NOW - la recensione

Jens Lekman, le amarezze della vita raccontate su un irresistibile beat disco-pop

Dopo quattro anni di apparente silenzio discografico torna l'artista indie pop svedese con le sue canzoni malinconiche ma con una veste nuova fatta di ritmi dance.

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Michele Boroni
LIFE WILL SEE YOU NOW
Secretly Canadian (Digitale)

"But in a world of mouths / I want to be an ear" canta Jens Lekman in “To Know Your Mission”, la canzone che apre questo “Life Will See You Now”. Lo spirito di Jans Lekman, nome di culto dell'indie pop svedese, sta anche un po' in questa frase: Lekman viene da circa quattro anni di silenzio discografico a seguito dello scarso successo del suo precedente “I Know What Love Isn’t”, il suo disco più intimista e crepuscolare mal digerito dai suoi fans durante il tour che seguì l'uscita sul mercato. Così due anni fa il buon Jens si è lanciato in un paio di progetti “estremi”: il primo chiamato “Postacards” formato da 52 composizioni pubblicate con cadenza settimanale su Soundcloud e l'altro “Ghostwriting” una raccolta di canzoni basate su storie raccontate dal suo pubblico.

Questi due progetti basati sull'ascolto e sulla scrittura, hanno fatto riaffiorare il miglior Lekman, gran narratore delle minuzie della vita e con la sua capacità di riempirle con un senso di meraviglia. Lekman è anche un maestro di quella cosa che solo i grandi autori pop sanno fare, ovvero raccontare storie ed eventi fortemente malinconici o drammatici su arrangiamenti ed esecuzioni dolci e leggere. Questa volta un gran contributo viene dato dal co-produttore Ewan Pearson – già collaboratore di Chemical Brothers, Goldfrapp e M83 – che abbina al songwriting di Lekman una serie di groove funky, disco e da sample sofisticati - dalle steel drums di Ralph McDonald (quello di Calypso Breakdown di Saturday Night Fever) nel singolo "What's That Perfume That You Wear?" fino a oscure black singer come Jackie Stoudemire.

Si parla di tumori stampati con una stampante 3D e amici malati a cui dedicare le proprie preghiere (“Evening Prayer”) e la storia di un incontro raccontato attraverso la formazione dell'universo (“How we met, the long version”) tutto condito da coretti e claphand dance; c'è poi la storia della dichiarazione mancata al suo migliore amico (“How can I tell him”) e i dubbi della sposa il giorno del suo matrimonio (“Wedding in Finistère”) raccontati con la voce à la Morrissey con retrogusto agrodolce e ritmiche latine. Ogni canzone ti si appiccica addosso grazie anche a trame sgargianti di archi e fiati e linee acustiche appoggiate con grande leggerezza.

Il disco poi contiene due piccoli capolavori: “Hotwire the Ferris Wheel” canzone che tratta il tema della depressione, cantata con soave dolcezza insieme alla sua musa Tracey Thorn che gli raccomanda “Se hai intenzione di scrivere una canzone su questo, allora per favore non fare una canzone triste" sopra la melodia di un perfetta popsong e poi “Postcard#17”, una delle canzoni del progetto raccontato all'inizio e che si basa sugli accordi di un brano di Charlie Mingus , anche qui si parla di crisi esistenziali, ma sopra un irresistibile beat fatto di campanellini e cowbell.

“Life will see you now”, a parte la più brutta copertina degli ultimi anni, è un disco irresistibile per chi crede che i chiaroscuri della vita possano essere raccontati solo da una raccolta di canzoni pop.

TRACKLIST

01. To Know Your Mission - (04:56)
02. Evening Prayer - (04:15)
03. Hotwire the Ferris Wheel - (04:13)
04. What's That Perfume That You Wear? - (03:30)
05. Our First Fight - (02:40)
06. Wedding in Finistère - (03:24)
07. How We Met, the Long Version - (04:16)
08. How Can I Tell Him - (03:56)
09. Postcard #17 - (04:21)
10. Dandelion Seed - (05:36)