Recensioni / 18 feb 2017

Il Pan del Diavolo - SUPEREROI - la recensione

Il Pan del Diavolo: leggi qui la recensione di "Supereroi"

A quasi tre anni di distanza da "Folkrockaboom" (2014), esce il nuovo album firmato Il Pan del Diavolo, intitolato "Supereroi". Il disco è il frutto di anni di sperimentazione e potenti esibizioni live sui più importanti palchi italiani...

Voto Rockol: 3.0/5
Recensione di Marco Jeannin
SUPEREROI
La Tempesta Dischi (CD)

Il primo giro di ascolti di “Supereroi” non mi ha del tutto convinto. Perché mi sono lasciato prendere quasi subito dalla fregola dei rimandi… a pelle ho pensato troppo ai Ministri perché pezzi come “Sempre in fuga” me li hanno ricordati un po’ troppo (soprattutto nel cantato), mi sono lasciato distrarre dal fatto che Pierò Pelù ha prodotto quattro pezzi su undici e che nel disco ci sono i Tre Allegri Ragazzi Morti e Umberto Maria Giardini, e ho cercato di capire dove fossero (e quanto) nei pezzi più che ascoltare pezzi stessi. Di Giardini poi ho ancora il ricordo vivido del suo splendido lavoro e alla fine mi sono scoperto completamente distratto.

A questo punto dovrebbe arrivare il fatidico “poi però…”, che però, purtroppo, non penso arriverà.

O meglio, non arriverà come dovrebbe… perché “Supereroi” non è un disco da poi però mi è piaciuto molto, quanto più da poi però non è cosi male, anche se poteva essere meglio. Svestiti i panni da duo blues folk combattivo a testa bassa, Il Pan del Diavolo punta a vestire quelli del duo in fase di maturazione; pezzi meno incalzanti, per quanto sempre e comunque con i piedi battenti, e più vicini alla forma ballad. Si mescolano sciabolate sì riffeggianti a momenti dal fare vagamente più introspettivi, il tutto in pezzi che parlano dei supereroi di tutti i giorni slegandoli dal concetto di superpotere: ognuno è un super eroe in quello che fa o può fare. Personalmente sono del partito “quando tutti saranno supereroi, allora nessuno lo sarà più”; detto questo, apprezzo l’idea di valorizzare la normalità, andando a cercare la bellezza anche nelle piccole cose quali le persone e le relazioni, il lavoro di tutti i giorni, la vita per quello che semplicemente ti riserva ogni santo giorno. Con la musica come scintilla fondamentale.

Dal punto di vista strettamente musicale “Supereroi” è un disco molto suonato, molto live, piuttosto essenziale in quanto a struttura e arrangiamento ma non per questo carente tecnicamente in qualche senso. Diciamo pure che è il disco che ci si poteva aspettare dalla band, e non so quanto questo fosse nelle intenzioni di partenza.

Scendendo nello specifico dei pezzi, nella colonna dei buoni possiamo iscrivere “Aquila solitaria”, “L’amore che porti”, “La finale” (forse il pezzo più interessante), “Mondo al contrario”, quest’ultima impreziosita da un Davide Toffolo che a mente fredda calza davvero a pennello, e “Gravità zero”, pezzo su cui hanno messo mano Umberto Maria Giardini e Vincenzo Vasi. Pezzi più ispirati in senso generale, sia dal lato contenutistico sia da quello musicale grazie a melodie azzeccate supportate da buoni arrangiamenti. Dal lato dei meno buoni (per non dire cattivi perché non sarebbe giusto), metto “Sempre in fuga”, “Supereroi”, “Messico” e “Qui e adesso”. Non perché siano effettivamente delle brutte canzoni, quanto piuttosto perché, tornando al discorso di prima, sono esattamente quello che mi aspetto da un disco de Il Pan del Diavolo ancora prima di ascoltarlo, cosa che al quarto giro forse un po’ inizia a pesare, spostando in modo significativo l’ago della bilancia.

Perché “Supereroi” poteva essere il disco della consacrazione, ma a mio parere manca di qualcosa. Non è un brutto disco in toto (discorso che non si può fare per una copertina sorprendentemente brutta); come dicevo poco fa ci sono almeno un pugno di pezzi che ascolti volentieri, ma tutto suona un po’ troppo pulito, e un po' mi spiace perché, a proposito di supereroi... io credo nel Pan del Diavolo

TRACKLIST

01. Sempre in fuga - (02:40)
02. Supereroi - (03:13)
03. Tornare da te - (03:47)
04. Strisce - (03:24)
05. Aquila solitaria - (02:49)
06. L'amore che porti - (02:51)
07. La finale - (03:31)
08. Mondo al contrario - (04:09)
09. Messico - (02:49)
10. Qui e adesso - (03:27)
11. Gravità zero - (06:23)