Nada - DOVE SEI SEI - la recensione

Recensione del 03 mar 1999

"Sono nata onda anomala in un mare/che non conosco ancora bene ma che so viaggiare/ma che ci so restare a galla, ormai ho imparato/mi sono allenata a mie spese a mia insaputa...". Nada 1999 si racconta così, in inizio di album: la canzone si intitola "Inganno" e dà subito la seguente mazzata, "Inganno, inganno/fatto per restare/in fondo poco/di passaggio per andare", come a dire che con lei lo schifo non ce la farà, che la capacità di circoscrivere l’inganno senza cadere nel panico è propria dei forti. E che Nada è una tosta non lo si scopre certo oggi. Che il mondo discografico non le abbia concesso di esprimersi per quasi sei anni - al di là dei facili e inutili vittimismi - è al tempo stesso segnale di scarse potenzialità commerciali e di altrettanto poca disponibilità a tornare in pista per rivestire i gualciti panni pop dell’amore disperato. In una parola di una voglia di fare che non ha più la pazienza di scendere a compromessi in funzione di un ‘dopo’. Di fatto "Dove sei sei" mette a fuoco un’anima vera e appassionata, per nulla incline a polemizzare - e così come a Sanremo, dove Nada è sembrata una delle poche star non narcotizzate dalla macchina promozionale - e al contrario desiderosa e appagata di musica. Le canzoni hanno diversi rimandi ad un mondo musicale vicino alle cose migliori del nostro rock tosco-emiliano: è un album che non potrà non piacere ai Litfiba vecchi e nuovi ("Marlene"), che non potrà non emozionare la buttera Gianna Nannini ("Inganno"), che porterà emozioni nella vita agreste di Giovanni Lindo Ferretti ("Glu glu"), che ricorderà a Jovanotti della sua celentanità ("La famiglia"). Prodotto da Mauro Pagani - in una parola il migliore - "Dove sei sei" regala un rock memore in alcuni casi della lezione PJ Harvey e in altri delle sonorità che - presumibilmente - avrà il prossimo album di Cristina Donà, in questa nuova via al rock tutta italiana che finalmente riesce a coniugare arrangiamenti dinamici e personali con materiale scritto con passione e scelto con cura. "Guardami negli occhi", l’apripista sanremese, è un biglietto da visita che merita di essere conservato e utilizzato per rintracciare l’album: canzoni come "Inganno", "Glu glu", "Correre", "Marlene", "Dove sei sei", "Curata & coccolata" - con la sua cruda metafora - e l’ironica "Vieni mai" meritano proprio di essere ascoltate. "Dove sei sei" è un album ‘libero’ come lo erano quegli splendidi lavori che Battisti pubblicò all’inizio degli anni ’70 - "Umanamente uomo: il sogno", "Il mio canto libero" e "Il nostro caro angelo" - e durerà probabilmente quanto quelli, frutto coraggioso di una vera artista.

Tracklist

01. Inganno
02. Guardami negli occhi
03. Glu glu
04. Correre
05. Marlene
06. Dove sei sei
07. Curata & coccolata
08. La famiglia
09. Tempesta di fuoco
10. Piccoli fiumi
11. Vieni mai

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