«LIVE IN PARIS - Sleater-Kinney» la recensione di Rockol

Sleater-Kinney, la recensione di 'Live In Paris'

Nell'epoca degli instant live report, le Sleater-Kinney si concedono il lusso di un disco dal vivo come una volta. E i fan ringraziano...

Recensione del 31 gen 2017 a cura di Davide Poliani

La recensione

Possono le nuove tecnologie mettere fuori gioco la discografia indipendente e appassionata che ancora si ostina a pubblicare dischi, per giunta dal vivo? "Live in Paris" delle Sleater-Kinney - al di là dell'indubbio valore intrinseco - è un buon esempio di prodotto discografico di complemento che potrebbe faticare a trovare una collocazione sul mercato, ai tempi della connessione globale.

A beneficio di chi si fosse perso le puntate precendenti: il 20 marzo 2015 la ritrovata band simbolo del post punk dei primi Novanta, nome di spicco della scena di Olympia (che di fatto fu la Seattle alternativa) nonché eroine riot grrrl prima che riot grrrl diventasse un'etichetta da appicciare su gruppi come L7, No Doubt e Hole - si esibì presso la storica sala da concerti parigina La Cigale per promuovere il primo album dato alle stampe dopo il ritorno in attività seguito al periodo sabbatico osservato tra il 2007 e il 2013, "No Cities to Love".

La valenza dell'appuntamento, per gli appassionati, era duplice: perché se da un lato l'evento era il ritorno sui palchi con il valore aggiunto del materiale inedito da presentare live, dall'altro l'epifania di una band di culto - divenuta tale anche per le proprie folgoranti prestazioni dal vivo - su un palco europeo rappresentava la più classica della chiamata alle armi. Quello di Corin Tucker, Carrie Brownstein e Janet Weiss, poi, è un gruppo che sulla sponda orientale dell'Atlantico si vede molto, molto raramente, cosa che rendeva la serata a La Cigale una di quelle da non perdere.

In "Live in Paris" – che, ad oggi, rappresenta l’unico live ufficiale nella discografia del trio di Olympia - c'è né più né meno quello che ci si aspetta dalle Sleater-Kinney oggi: la setlist, che da "No Cities to Love" spazia per tutto il repertorio già edito del gruppo, restituisce perfettamente l'energia che da sempre caratterizza i loro live, e che - giustamente - le ha rese famose. Insomma, tutto bellissimo, ma niente di nuovo.

Le pubblicazioni hanno un peso programmatico, ancora prima che musicale: oggi, con Youtube a portata di smartphone e l’intero concerto parigino già disponibile sotto forma di frammenti audio/video in streaming da oltre un anno, un’uscita come questa se la possono permettere in pochi senza apparire pretenziosi e autocelebrativi, e le Sleater-Kinney sono tra questi. "Live in Paris" non farà scoprire nulla del gruppo di Corin Tucker che già non si sappia, né aprirà nuovi squarci sulla carriera e sull’opera del gruppo di “Call the Doctor”, ma fotografa e omaggia – seppur tardivamente – una delle realtà più rilevanti di quella che fu la gloriosa scena indie rock americana anni Novanta. Un feticcio, più che un documento, che – tuttavia – chi oggi ha più di trentacinque anni potrebbe gradire avere in casa. Con buona pace di Youtube e degli instant report…

TRACKLIST

01. Price Tag - Live (04:08)
02. Oh! - Live (03:59)
04. A New Wave - Live (03:34)
09. Turn It On - Live (02:47)
10. Entertain - Live (05:16)
11. Jumpers - Live (04:30)
12. Dig Me Out - Live (04:07)
13. Modern Girl - Live (03:17)
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