Terzo album in casa Push Button Gently: nato da un’improvvisazione nell’aprile del 2013, “’Cause” conta tredici pezzi che una volta entrati in studio sono stati presi e manipolati quanto basta per dargli una forma vera e propria. Si passa dal math rock di “Hurkah” ai momenti a cavallo tra Weezer e Smash Mouth di “Morning sailor” di “?” (in pratica un ritornello e basta), fino a richiamare i Faith no More in “Wolves”. Tanta carne al fuoco dunque, per una band che ha delle evidenti qualità compositive e le idee ben chiare su come metterle in musica. Musica che si distingue per il suo essere cromaticamente molto varia, solida strutturalmente e gustosamente fine anni Novanta nel piglio. Francesco Ruggiero (batteria, kalimba, percussioni), Julio Speziali (voce, chitarra, basso, batteria, synth), Natale De Leo (basso, chitarra, campionatori, synth, farfisa), Nicolo` Bordoli (chitarra, chitarra slide, voce, campionatori) hanno confezionato un disco che effettivamente nasce da un’improvvisazione; si sente chiaro e tondo in pezzi come l’ottima “Mysteriously pop”, un pezzo che racchiude nel titolo l’essenza di tutto il disco. Un lavoro che definire pop suona quasi strambo ma che, forse, semplicemente lo è in un modo a noi ancora misterioso. Perché è pop nel modo in cui lo assimili (al volo) ma è anche più alternativo e post rock per come ti arriva. Anticipato dal primo singolo “I Thought I Saw A Pussycat (But It Was A Lion, So I Ate It), una ballad stile Battles rallentati, “’Cause” è uno di quei dischi che vanno presi e ascoltati premurandosi di avere del tempo a disposizione, per capirlo e apprezzarlo a dovere.
Un buon lavoro, registrato tra settembre e dicembre 2014 da Julio Speziali al Pi’ Studio di Menaggio (CO), mixato da Lorenzo Monti e dalla band allo Yard Audio di Morbegno (SO) e masterizzato da Giovanni Versari a La Maestà Mastering Studio di Tredozio (FC)