«COMUNISTI COL ROLEX - J-Ax & Fedez» la recensione di Rockol

Volete sapere cos'è il pop italiano di oggi? Ascoltate l'album di J-Ax e Fedez

Pop-rap melodico, elettropop, deephouse, dancehall e reggae: in "Comunisti col Rolex" ci sono tutte le facce del "pop italiano 2.0". E l'album è la risposta beffarda dei due rapper alle critiche e ai loro detrattori: che male c'è, nell'essere paraculi?

Recensione del 19 gen 2017 a cura di Mattia Marzi

La recensione

J-Ax e Fedez hanno fregato tutti: hanno capito che unendo il linguaggio del rap alle melodie e alla struttura delle canzoni pop italiane avrebbero potuto esplorare territori inediti e avvicinare il rap al pubblico con risultati mai ottenuti da nessuno prima di loro. L'ex Articolo 31 lo aveva fatto, in parte, prima del suo "socio", con canzoni di successo come "Piccoli per sempre", "Ti amo o ti ammazzo" e "Deca dance". Fedez, presentandosi per certi versi come un erede di Ax, ha ripreso il discorso già cominciato dall'altro: con "Cigno nero" ha creato una formula di successo che in molti hanno poi provato a ripetere e che lui stesso ha poi ripetuto. Ad un certo punto, le loro strade si sono incrociate.

C'è una canzone che riesce a rappresentare bene il loro incontro: "Sembra semplice", uno dei pezzi contenuti nel disco con cui Fedez fece il botto nel 2013, "Sig. Brainwash". Quella canzone conteneva un verso significativo: "Il successo non è quando ti dicono mito, è quando ti iniziano a odiare che sai di avere colpito", una massima memorabile sulle critiche che gli altri rapper, quelli "duri e puri" gli avevano rivolto. Ora arriva questo album congiunto, "Comunisti col Rolex", con un titolo e una copertina (che immortala un pugno chiuso con indosso un Rolex d'oro) che hanno fatto discutere sin da subito i puristi: "Toh, vuoi vedere che ora si sono messi addirittura a fare i moralisti e le critiche alla società?".

Ma anche qui, Fedez e J-Ax hanno fregato tutti: i "Comunisti col Rolex" sono proprio loro. Si autoaccusano, dicendo: "Che male c'è? Smettetela di romperci i coglioni". Non c'è critica sociale, qui dentro, a differenza di quanto potrebbero lasciare intuire il titolo la copertina - e se ce n'è, ce n'è pochissima: solo una manciata di canzoni che potremmo definire, senza troppi giri di parole, come chiari esempi delle tendenze principali del pop italiano di oggi. Tendenze che sono stati proprio Ax e Fedez a creare: non solo il pop-rap melodico di "Magnifico", ma anche l'ibrido tra ritmi hip hop, reagge e surf di "Vorrei ma non posto" e il mix tra rap, elettropop e deephouse di "Assenzio".

E sono molti gli elementi di "Comunisti col Rolex" che potrebbero portare a parlare di questo disco come del disco del "pop italiano 2.0", dell'album che fotografa il pop italiano di oggi. Anzitutto, la produzione, affidata a Takagi & Ketra, già dietro alcune delle maggiori hit italiane degli ultimi tempi ("Roma-Bangkok", "Oroscopo" di Calcutta, le stesse hit di Fedez e Ax). In secondo luogo, gli ospiti, alcuni dei nomi di punta della scena pop italiana contemporanea: da Alessandra Amoroso a Nek, passando Giusy Ferreri, Stash dei Kolors, Levante e il vincitore di Amici Sergio Sylvestre. Infine le canzoni, che hanno visto i due si sono affidarsi ad alcuni degli hitmaker italiani del momento: insieme alle loro e a quelle di Takagi e Ketra, i brani portano le firme di Calcutta ("Milano intorno", "Allergia"), Roberto Casalino ("Piccole cose"), Federica Abbate ("Cuore nerd", "Meglio tardi che noi"), Dario Faini ("Anni luce", "Meglio tardi che noi").


Parlavamo di "Magnifico", "Vorrei ma non posto" e "Assenzio" come di formule vincenti, di standard. Ecco, diciamo che buona parte delle canzoni di "Comunisti col Rolex" sono una riproposizione, a livello di sonorità, di queste formule: "Piccole cose" e "Meglio tardi che noi", con Alessandra Amoroso e Arisa, riprendono il pop-rap melodico di "Magnifico"; "Il giorno e la notte", "Anni luce" e "Allergia", con Giusy Ferreri, Nek e Loredana Berté, ripropongono l'elettronica cupa di "Assenzio", mentre "Cuore nerd" con Alessia Cara recupera in parte il reggae di "Vorrei ma non posto". Poi, certo, ci sono anche delle eccezioni alle regole: "Senza pagare" sembra strizzare l'occhio alle produzioni di Skrillex e Diplo per Justin Bieber, e dunque un mix di tropical house e dancehall-pop; "Fratelli di paglia" contiene il dissing a Marracash - recentemente co-protagonista di una vera e propria battaglia social con Fedez - e il verso al rapper lo fanno anche riproponendo lo stile di Marracash. Nella scelta dei suoni, insomma, prevale Fedez e per le sonorità punk-pop che piacciono a J-Ax sembra esserci poco spazio: "Tutto il mondo periferia", "Musica del cazzo" e il brano conclusivo, "Pieno di stronzi", adattamento di "Everyone is an asshole dei Reel Big Fish (band Ska Punk californiana della seconda metà degli anni '90, scelto per chiudere l'album "con una risata").

"Comunisti col Rolex" è la risposta beffarda dei due rapper alle critiche dei puristi e dei detrattori. È il loro modo di provare ad essere sinceri e senza filtri, a riconoscere che sì, sono davvero dei gran paraculi, ma che non c'è nulla di male nell'esserlo: "Per noi 'Comunisti col Rolex non significa incoerenza, ma merito", dicono, "è la dimostrazione che in Italia ci si può ancora arricchire onestamente. Ed è una cosa di cui andiamo fieri". Anche stavolta, J-Ax e Fedez hanno fregato tutti.

TRACKLIST

01. Assenzio
02. Comunisti Col Rolex (04:53)
03. Il Giorno E La Notte
04. Senza Pagare
05. Fratelli di Paglia
06. Tutto Il Mondo È Periferia
07. Milano Intorno
08. Vorrei Ma Non Posto
09. L'Italia Per Me
10. Musica Del Cazzo
11. Piccole Cose
12. Cuore Nerd
13. Anni Luce
14. Meglio Tardi Che Noi
15. Allergia
16. Pieno di Stronzi
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