«MACHINE MESSIAH - Sepultura» la recensione di Rockol

"Machine Messiah" dei Sepultura, un disco che stupisce

I Sepultura ritornano dopo le ultime deludenti uscite con "Machine Messiah", che risulta nettamente superiore. Ed entra di diritto tra i migliori lavori dalla reunion della band.

Recensione del 18 gen 2017 a cura di Matteo Galdi

La recensione

I Sepultura sono stati senza dubbio la più importante ed originale band metal che il Sudamerica abbia mai partorito. L’anno passato si è celebrato il decimo anniversario di ciò che rappresentò il picco massimo di espressione artistica della band, ad oggi la più alta vetta mai raggiunta dalla stessa, dal punto di vista artistico e commerciale. "Roots" sconvolse l'immaginario collettivo, andando a modificare la concezione che si aveva del metal stesso: era una commistione di suoni del tutto nuova, di una primordiale ed ancestrale bellezza. Musica indigena, tante, tantissime percussioni richiamavano le radici della terra natia dei Sepultura, in un disco che venne apprezzato per la sua originalità e ricordato come lo spartiacque della band, tra il vecchio ed  il nuovo. Poi – esattamente dieci anni fa – avvenne quella che da molti fu considerata la caduta. La dipartita del frontman e chitarrista Max Cavalera (dopo il più grande tour mai compiuto dalla band) lasciò un vuoto forse mai realmente colmato, a cui seguirono un temporaneo scioglimento ed in seguito dischi davvero poco memorabili.

"Machine Messiah" è un ottimo disco, nonostante i turbolenti cambi di formazione, le liti e frazioni interne (alle quali seguì anche l’uscita di scena di Igor, fratello di Max e storico batterista) ed i progetti paralleli di questa famiglia, anche di sangue, chiamata Sepultura. Va giudicato semplicemente per quello che è, fuori dal contesto della storia di una band che è rinata (ma in pratica rifondata, sebbene porti lo stesso nome) più volte.

E’ un album moderno, attuale, ma la rabbia è la stessa di un tempo, le tracce sono (davvero tutte, è il caso di dirlo) furenti ed aggressive, sembrano dimenticati i brutti momenti andati. O almeno questo traspare dalle sfuriate aggressive delle chitarre di in “I am the enemy” (sulle quali non si ha tempo di compiere un respiro) e dai molteplici riff che si intrecciano su altrettanto intricati fill di batteria (“Alethea” su tutte risulta di difficile assimilazione, caratterizzata da complicati soli e parti di chitarra, tempi dipari). Le parti vocali si alternato tra growl e pulito come nella traccia che da il titolo all’album, lenta ed incalzante che ha il compito di introdurre il disco. Ottima la prova vocale di Derrick Green, spesso punto debole della band. Le tracce sono furenti ed aggressive

Buona parte dell’anima dei Sepultura risiede oggi nei Soulfly di Max Cavalera, mentre i Sepultura di oggi sono semplicemente una band formata da ottimi musicisti, con anni di esperienza alle spalle. Al netto di chi oggi afferma che la soluzione migliore sarebbe lo scioglimento, tirando le somme ci si accorge che ben due importanti gruppi sono in ancora in circolazione. E ad oggi almeno, sono davvero in splendida forma.

TRACKLIST

01. Machine Messiah (05:54)
02. I Am The Enemy (02:27)
03. Phantom Self (05:30)
04. Alethea (04:31)
05. Iceberg Dances (04:41)
06. Sworn Oath (06:09)
08. Silent Violence (03:46)
09. Vandals Nest (02:47)
10. Cyber God (05:22)
11. Chosen Skin (03:17)
12. Ultraseven No Uta (01:17)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.