… con quel mix di beach House e Tame Impala che quando poi realizzi che i Red Lines sono una band italiana ti chiedi dove sia effettivamente il trucco.
E invece il trucco non c’è: con “Colder”, secondo EP in ordine di successione in casa Red Lines, possiamo certificare la nascita di una band che ha tutte le carte in regola per ritagliarsi uno spazio nel panorama indipendente nazionale. A distanza di pochi mesi dall’EP omonimo, il duo bresciano mette sul piatto altri quattro pezzi: due inediti, un reprise e un remix; tutti di grande qualità. I Red Lines, Marianna Pluda e Simone Apostoli, sono un duo giovanissimo, anche anagraficamente, che propone un dream (indie) pop gustosamente venato di psichedelia, e non posso fare altro che sottolineare nuovamente quanto le linee vocali di Marianna, impreziosite da un inglese più che impeccabile e dai tessuti sonori di Simone, riescano a competere (quasi) alla pari con le band che ho chiamato in causa in apertura. Si respira aria di Inghilterra, specialmente nella ottima titletrack e in “Give You Up”, con un accelerata ulteriore in quella “Control (Reprise)” che ai tempi si sarebbe potuta tranquillamente accasare dai Gallagher. “Drowning” poi chiude bene l’EP con il supporto di Giovanni Bruni Zani, meglio noto come Mulai, talentuoso producer bresciano di cui abbiamo già avuto occasione di parlare qui su Rockol ai tempi del suo ultimo EP, “Glue”. Un remix che conserva intatto il sound dei Red Lines, virandolo verso lidi necessariamente più elettronici; una via che premia entrambe le parti, aumentando ulteriormente il livello d’interesse intorno ad un progetto che a questo punto dovrà dimostrarsi di essere in grado di gestire durate più consistenti.
Dopo Mulai quindi, e i Kick la settimana scorsa, i Red Lines completano la mia personale tripletta bresciana di artisti in totale ascesa. Sono curioso di sapere come evolverà la situazione, perché un EP come “Colder” per me vale quanto una promessa.