«NATURA IN REPLAY - Moltheni» la recensione di Rockol

Moltheni - NATURA IN REPLAY - la recensione

Recensione del 21 dic 1999

La recensione

Una rivelazione. La dimostrazione che il talento, quando è davvero tale, filtra senza bisogno di alcuna spiegazione. Di “Natura in replay” circolava l’estate scorsa un assaggio rappresentato da 6 pezzi, che l’etichetta discografica aveva inviato agli addetti ai lavori affinché lo ascoltassero d’estate. Così, senza doverne necessariamente scrivere, quanto piuttosto per familiarizzare. L’estate è passata, in alcuni casi scandita anche dalle canzoni di quell’ep, e quando è arrivato l’album di Moltheni in diversi si sono resi conti che la musica di questo esordiente aveva già tutte le caratteristiche proprie di un grande artista. Merito di una grande preparazione musicale, merito degli ascolti giusti, merito – come si diceva sopra- del talento per e contro il quale non si può fare molto. L’essere stato lanciato dalla Ciclope Records di Francesco Virlinzi (Carmen Consoli) ha favorito la voce che Moltheni fosse una sorta di clone al maschile della cantantessa: nonostante alcune similitudini, l’impressione di ‘cantautore clonato’ va via quasi immediatamente, tante e tali sono le cose che affascinano in “Natura in replay”. Se proprio bisogna parlare di somiglianze, si potrà dire che Moltheni ha attinto molto dagli Smiths per quanto riguarda la scrittura, e da Jeff Buckley e Nick Drake per l’idea sovrana dell’artista quasi ‘asessuale’, incline a seguire le proprie melodie anche verso note e frequenti più spesso praticate dalle donne che non dagli uomini. Ma proprio qui sta il fascino, l’elemento ‘totale’ che riveste la personalità artistica di un esordiente come Moltheni. Che scrive testi come resoconti dettagliati, con titoli e vocaboli che sembrano estratti da manuali di linguistica, uno strano coacervo di ragionamenti e immagini poetiche, capaci di comunicare le emozioni praticando spesso strade parallele a quelle percorse dal contesto della canzone. Capita così di capire ciò di cui si parla – di sentirlo, anzi - anche di fronte a frasi quantomeno oscure o poco spiegabili. Il prossimo appuntamento con Sanremo non può che confermare ulteriormente quanto scritto poco sopra, e cioè che quello di Moltheni è un talento che colpisce, e non riesce a passare inosservato. Ascoltatelo in brani come “Il circuito affascinante” – nuovo singolo attualmente in rotazione – “Preponderante ma del tutto inefficace”, la splendida “Magnete”, la title-track e la conclusiva “Desiderio innocuo”. Ma tutto l’album è da mandare a memoria. Insieme ai Verdena, Moltheni è la vera sorpresa del 1999. Non a caso sono diventati amici.
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