«THE PIER - The Pier» la recensione di Rockol

The Pier: leggi qui la recensione del disco d'esordio.

Uscito il 2 dicembre 2016 per Faro Records, “The Pier” è l’esordio omonimo sulla lunga distanza dei The Pier, enfants terribles dell’alternative rock pugliese.

Recensione del 20 dic 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

“The Pier” è il disco d’esordio dei… The Pier, tre ragazzi di Molfetta che dal 2011 hanno devoluto buona parte del loro tempo a un math rock con qualche venatura post e alt, fondato su una buona spinta melodica. A Gabriele Terlizzi e Davide Pasculli (basso e batteria) presto si aggiunge Danilo de Candia (chitarra e voce) e il trio è fatto. Da qui in poi la band inizia a provare e suonare dal vivo; una storia semplice, un progetto nato come tantissimi altri ma che sta evolvendo piuttosto in fretta e che, alla luce di questo nuovo capitolo, sembra avere tutta l’intenzione di emergere con prepotenza. I The Pier, per quanto molto giovani, sono una band che ha deciso di intraprendere una strada piuttosto tortuosa, quella del math rock, consci di poterla gestire. In questo senso, i sette pezzi che vanno a comporre quest’album d’esordio ci vengono incontro giusto per aiutarci a capire di cosa stiamo parlando. Bene quindi l’opening “Elm row”, pezzo rompi ghiaccio chiamato a impostare le orecchie di chi ascolta in modalità math, seguito a ruota da “Everyday gets worse”, sorella maggiore dell’opening track per carattere e impostazione sonora. Il sound esce sempre compatto e ben affilato: merito dell’amalgama dei tre ragazzi di Molfetta, più che collaudati da qualche anno di live in giro per l’Italia, e anche di Dario Tatoli, noto ai più con il nome Makai, artista di cui mi è capitato di scrivere benone non troppo tempo fa, ai tempi dell’uscita del suo (ottimo) EP. Tatoli ha fatto un buon lavoro in studio in termini di registrazione e mix, mettendo in risalto la parte più quadrata di un suono che, come già anticipato, si basa fondamentalmente su melodie molto efficaci. Ecco quindi che se i primi quattro pezzi in scaletta e la furibonda “Daedalus”, mio pezzo preferito del disco proprio per la sua natura schizofrenica, sono stati messi in fila per dare la scossa, gli altri due dimostrano che i The Pier sono una band che prima di tutto sa scrivere, interpretando anche stati d’animo più delicati.

Che è un po’ quello che mi aspetto dal prossimo album dei Fast Animals and Slow Kids, tanto per rimanere in casa nostra, ma forse non è nemmeno il caso di pensarci, perché con i The Pier abbiamo già tra le mani una band tutt’altro che indifferente, che già sta facendo cose più che buone. “Pier”, ultimo pezzo in scaletta, è un po’ Battles e un po’ Don Caballero. E con questa chiudo. Bravi.

TRACKLIST

01. Elm Row (02:45)
02. Everyday Gets Worse (02:32)
03. Exit Flowers (04:38)
04. SKK9 (04:47)
05. Kangoo (01:53)
06. Daedalus (03:20)
07. Pier (07:18)
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