«ANTHOLOGY: THE SOUNDS OF SCIENCE - Beastie Boys» la recensione di Rockol

Beastie Boys - ANTHOLOGY: THE SOUNDS OF SCIENCE - la recensione

Recensione del 19 dic 1999

La recensione

Eccoci dunque arrivati alla consacrazione finale di questa band ormai mitica nel panorama non solo hip hop ma anche rock. Arrivati a questo punto infatti ce lo si poteva aspettare un disco “antologico”. Sì, perché i Beasties, al di là di essere stati uno dei primi gruppi “bianchi” ad abbracciare una cultura “nera” come quella dell’hip hop, al di là di aver contribuito a rompere gli argini e creare terreno fertile per quello che poi divenne il crossover, sono un gruppo che ha saputo sempre stare al passo con i tempi, anticipando mode, intuendo nuove sonorità, pensando musica con in testa mille altre cose, alimentando, in definitiva, una serie di microculture che spesso hanno messo in scena sulla loro fanzine, la Grand Royal (che è anche il nome della loro etichetta). E’ questo ciò che li ha fatti diventare una band di culto a cui oggi vale la pena di dedicare un’antologia. Dietro ai Beasties infatti si muove un microcosmo che, più che di culture, è fatto di ossessioni, piccoli dettagli, feticci da sbandierare a destra e manca. Ossessioni come il kung fu (scoperto molto prima di Wu Tang Clan), lo skateboard (la loro linea d’abbigliamento baggy è arrivata molto tempo prima di case come Hooch o Carharrt, sacre per molti triphoppers inglesi), le tastiere vintage (prima di gruppi come Stereolab o i molti progetti post rock) o film di serie b come “Il Pianeta delle scimmie” (campionatissimo in Inghilterra da molti triphoppers). E tutto questo fervore frammentario, musicalmente, si risolve in un guazzabuglio di suoni, in un caotico frastuono da cui ne viene fuori uno dei patchwork sonori più “illuminati” del decennio. Hip hop è sempre il vettore ritmico a cui si affidano (a parte qualche sfuriata hardcore e i rallentamenti dub in onore di Lee Scratch Perry, uno dei loro idoli). Ma accanto all’hip hop i Beasties si permettono di accatastare qualsiasi cosa. I risultati sono spesso strepitosi. Ascoltare uno dei primi episodi di incontro scontro tra rock e hip hop (“Slow and row”, da “Licensed to ill”, il disco d’esordio), o il groove incontenibile di brani come “Sure Shot”, “Jimmy James”, “Shadrach”, o i riff spaventosi di “Sabotage”, le sperimentazioni dubby di “Pass the mic” o “Something to give” o la strepitosa accumulazione di ritmi e percussioni varie di “Shake your rump”, tutti brani contenuti in questa raccolta, può far capire quanto Beasties siano riusciti a trasporre in note le loro ossessioni. E già questi brani potrebbero bastare per indurre chiunque (metal heads, rocker, stoner, techno heads, hip hopper) a comprare questa antologia. Se si aggiunge poi che “The sound of silence” racchiude un brano inedito (“Alive”), una b-side dal vivo (“Skills to pay the bills”), un remix di “Body Movin” manipolato da un personaggio altrettanto di culto come Fatboy Slim, una versione strepitosa dal vivo di “3 MC & 1 MC” e un paio di diversioni country fortemente volute da Mike D, per un totale di 42 tracce, si può sicuramente affermare che, al di là di un packaging non all’altezza della ben nota “coolness” del gruppo (si salva solo perché all’interno c’è un succulento booklet di 78 pagine in cui i Beasties, in prima persona, spiegano una ad una le canzoni qui contenute) e di una track list che i fan conoscono più o meno a memoria, questa raccolta è uno di quei feticci su cui, sia i fan che i non adepti al culto della band, sbavare.

TRACK LIST

CD1
“Slow and low”
“Shake your rump”
“Gratitude”
“Skills to pay the bills”
“Root down”
“Believe me”
“Sure shot”
“Body movin” (Fatboy Slim remix)
“Boomin’ granny”
“Fight for your right”
“Country’s Mike theme”
“Pass the mic”
“Something’s got to give”
“Bodhisattva vow”
“Sabrosa”
“Song for the man”
“Soba violence”
“Alive”
“Jimmy James”
“Three MC and one DJ”

CD2
“The biz vs the nuge”
“Sabotage”
“Shadrach”
“Brass monkey”
“Time for livin”
“Dub the mic”
“Benny and the jets”
“The negotiation limerick file”
“I want some”
“She’s on it”
“Son of a neckbone”
“Get it together”
“Twenty questions”
“Remote control”
“Railroad blues”
“Live wire”
“So what’cha want”
“Netty’s girl”
“Egg raid on mojo”
“Hey ladies”
“Intergalactic”

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