«MILLE GRUPPI AVANZANO - Assalti Frontali» la recensione di Rockol

Assalti Frontali - MILLE GRUPPI AVANZANO - la recensione

Recensione del 03 gen 2017 a cura di Fabrizio Zanoni

La recensione

Gli Assalti Frontali sono come quelle vecchie trattorie rionali dove ci si reca ogni tanto. Fanno piatti che ben conosciamo, abbiamo visto crescere e invecchiare i gestori, non ci stupiscono  con piatti innovativi ma propongono una cucina solida di vecchia tradizione. Non tutti i piatti gli riescono alla perfezione, ma siamo affezionati ai loro sapori, sappiamo esattamente cosa aspettarci già prima di entrare perchè sono rimasti sempre fedeli a loro stessi. Magari nel frattempo intorno a loro la cucina è cambiata, i locali della zona inseguono mode spesso passeggere ma loro no, se ne fregano di strizzare l'occhio alle nuove generazioni con qualcosa che non gli appartiene pienamente.

Militant A e soci ci sono da quando esiste il rap in Italia, non ci stupiranno mai con incastri metrici rivoluzionari o extrabeat a velocità supersoniche. Fanno il loro, fedeli alle tematiche del rap militante con risultati spesso buoni ma non sempre.

"Mille gruppi avanzano" è l'ottavo album in studio del gruppo in 25 anni di vita, il quarto con questa formazione e ha gli stessi pregi e difetti dei precedenti. Le idee di partenza sono sempre lodevoli ma il risultato finale fa centro con intermittenza. Fare un rap sulla costituzione è una bella idea, farlo con i ragazzi delle scuole ancora di più, ma poi il risultato rischia di essere una filastrocca.

Anche le musiche composte da Bonnot risultano più incisive quanto virano su un rock solido come in "H.15 corteo" o "Io sono con te" (e vi perdoniamo anche lo sfondone geografico "Un papà va in Kazakistan a perforare il mare" cantano: ma il Kazakistan non ha sbocco sul mare, solo sul Caspio, che però è un enorme lago). Meglio della marcetta del brano che dà il titolo all'album o la base di "Un uomo curioso".

I temi sono come sempre all'insegna della militanza di una sinistra radicale: svendita del nostro litorale ("Spiagge libere"), lotta ai palazzinari ("Il lago che combatte" e "In fondo al lago"), le stragi dell'eternit ("Asbesto"). In alcuni momenti Militant A quasi non canta declamando i suoi testi ("Un uomo curioso" e "Asbesto") un po' alla Emidio Clementi  ma il cantante dei Massimo Volume ha una profondità narrativa differente, non ci farebbe mai sentire una strofa naif come "Il mio nome è Leonardo e non sono un bugiardo, ho contato le galassie sono più di un miliardo" ("Un uomo curioso") o "Studiavo i Malavoglia che tolgono la voglia" ("Faremo scuola").

Molto meglio l'atmosfera di "Questo è uno spazio aperto" che si apre con un suggestivo canto d'amore in rumeno. All'album forse manca la gemma, il brano che mette le ali al disco ("Gaia per davvero" è un esempio nella loro passata produzione).

Un disco quindi nel solco della tradizione, onesto, impegnato ma non sempre perfettamente a fuoco. Ma il rap italiano deve talmente tanto a questo gruppo che possiamo volentieri perdonargli qualche pecca.

TRACKLIST

01. Mille gruppi avanzano (03:22)
03. Io sono con te (03:52)
04. Un uomo curioso (04:01)
05. Il quartiere è cambiato (03:40)
06. Faremo scuola (03:57)
08. Spiaggia libera (02:46)
09. H.15 corteo (04:02)
10. Questo è uno spazio aperto (04:41)
11. Asbesto (03:45)
12. Il lago che combatte (05:22)
13. In fondo al lago (03:34)
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