Lei è Rahma Hafsi: voce soul classe 1986 di origine tunisina; un disco già in archivio, come la partecipazione alla quinta edizione di X Factor. Lui è Marco Rigamonti: 1978, milanese nato a Lussemburgo è Dj e produttore da vent’anni. Oltre ad aver prodotto dischi a nome Double Beat (con Stefano Ghittoni di The Dining Rooms), dal 2003 è collaboratore fisso di Alessio Bertallot.
L’incontro tra i due avviene in modo molto semplice. Siamo nel 2014 e Rahma, ascoltando la radio, è catturata da un remix di Cristina Donà che sta passando. Decide di mettersi in contatto con l’autore del remix, Marco Rigamonti, e di incontrarlo per proporgli una collaborazione. La collaborazione si trasforma in progetto e il progetto prende il nome di Abbracci Nucleari, proprio in onore di Cristina Donà.
“Abbracci Nucleari” è anche il titolo dell’EP con cui il duo fa il suo esordio. Cinque pezzi in tutto che girano intorno ad un mix di soul, pop, trip hop e un’elettronica minimale dall’incedere soffuso e compassato. Mixati presso il Bluescore Studio di Milano da Marco Leo e Marco Rigamonti e masterizzato da Giovanni Versari presso La Maestà Mastering Studio di Tredozio (che se ultimamente sta masterizzando tutto un motivo ci sarà), “Abbracci Nucleari” è un l’EP da manuale, con un pezzo migliore degli altri chiamato a mettere bene in risalto il potenziale del duo, l’ottima “Prenditi cura di me”, e altri quattro a fare da curriculum vitae, quasi a dire: “Noi facciamo questo e lo facciamo così”. Bene quindi “Notte pluristellare”, ninna nanna da encore, e “Neanche questo basta”, momento più sfacciatamente house/trip hop del disco che apre una finestra su un mondo che potenzialmente potrebbe diventare quello degli Abbracci Nucleari in tutto e per tutto: l'essere un duo in grado di maneggiare un sound mai dimenticato, declinandolo alla maniera degli anni Dieci del Duemila. Rahma Hafsi ha una voce ideale per lo scopo, Marco Rigamonti il gusto e l’abilità per costruirci intorno tutto il resto.
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