«THE DREAM SYNOPSIS EP - Last Shadow Puppets» la recensione di Rockol

"The Dream Synopsis", il nuovo EP degli Last Shadow Puppets

Il secondo album del gruppo di Alex Turner e Miles Kane ha già un seguito, con 4 cover (di cui una di Leonard Cohen): la recensione

Recensione del 06 dic 2016 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Non ci hanno messo poi molto a dare un seguito al fortunato secondo album i Last Shadow Puppets. Alex Turner e Miles Kane, in effetti, devono averci preso gusto perché, da semplice progetto parallelo a corollario di due carriere più che decennali, la band che hanno messo insieme sembra essere ormai un impegno a tempo pieno.

“The dream synopsis”, il nuovo lavoro dei quattro - della formazione fanno ora parte in pianta stabile anche il musicista-produttore James Ford alla batteria e Zach Dawes al basso - mette in scaletta sei brani, tra cover e rivisitazioni del precedente “Everything you’ve come to espect”, di cui questo EP è stretto compagno.

Se le canzoni riarrangiate aggiungono poco alle fortune dei Last Shadow Puppets, sono invece le cover a offrire maggiore interesse, restituendo un nuovo punto di vista sulle coordinate della band. L'apertura e la chiusura sono affidate alle nuove versioni degli originali, "Aviation" e "The dream synopsis", e nel mezzo quattro cover che passano dai toni drammatici di "This is your life" al punk nervoso di "Totally wired". Canzoni che acquistano tutte una nuova dimensione, se vogliamo ancora più epica e vintage, dal live in studio, con tanto di conversazioni in sala e batteria a dare il quattro.

Con “Les cactus” di Jacques Dutronc - cantautore rielaborato anche in Italia da Franco Battiato, con una “Et moi, et moi, et moi” trasformata ne “Il mondo va così”, roba d’altri tempi - i Last Shadow Puppets ci riportano indietro di quasi cinquant’anni con uno spassoso beat, ispirato e piacevolmente retrò, in cui Turner può dare sfoggio di una pronuncia francese non proprio eccelsa e di una perfetta interpretazione del moderno chansonnier, a metà tra protagonismo poser e sfrontatezze da divo inarrivabile.

Ma è la toccante rivisitazione di “Is this what you wanted” di Leonard Cohen - dall’album “New skin for the old cerimony” del 1974 - che offre il vero colpo di coda di questo mini album. Il brano è vestito di una carica sensuale e commovente, in cui la band si abbandona per oltre sei minuti al suo lato più emozionale, sorretto da un’orchestra uscita dritta dalle partiture di Morricone, dove il cantato di Turner si fa profondo e maledettamente intrigante.

Ancora una volta quindi i Last Shadow Puppets, pur ricorrendo a canzoni di altri artisti, si confermano decisamente abili nel dosare carisma, pop barocco e quel tocco di romantico modernariato che in fondo è la loro cifra stilistica. In questo caso funzionano meglio nelle cover che non negli originali, perché la rilettura dei propri brani in effetti aggiunge davvero poco rispetto alla prima versione. E’ chiaro che “The dream synopsis” non è una dichiarazione d’intenti impegnativa come un album, ma è anche vero che i Last Shadow Puppets riescono con naturale disinvoltura a rendere classiche anche canzoni che proprio classiche non sono.

TRACKLIST

01. Aviation
02. Les cactus
03. Totally Wired
04. This Is Your Life
05. Is This What You Wanted
06. The Dream Synopsis
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