I Brian Jonestown Massacre tornano alla grandissima

Album numero 15 per Newcombe e i BJM: nove pezzi di ottima neopsichedelia e suggestioni alla Spaceman 3

Recensione del 25 nov 2016 a cura di Andrea Valentini

Voto 8/10

Quindicesimo album: forse qualcuno non farà molto caso a questo dettaglio, ma arrivare a sfornare 15 dischi interi non è un traguardo da poco. Se poi sono 15 lavori coerenti, solidi, fedeli alla poetica del progetto e mai deludenti – come nel caso dei Brian Jonestown Massacre – allora si può tranquillamente dire di essere di fronte a uno dei rari miracoli che il rock a tratti ci regala.

“Third World Pyramid”, in sostanza, è l’ennesimo splendido tour guidato nell’universo psichedelico di Anton Newcombe, che rievoca molte delle atmosfere tipiche del primo periodo della band, quindi mood rilassato e languido, fortemente oppiaceo, profumato d’incensi e spezie esoteriche, intriso di visioni e spossatezza drogata. Decadenza è il nome del gioco, baby… e Newcombe è uno che se ne intende di sicuro.

Fra suggestioni lo-fi, neopsichedelia, folk e garage anni Sessanta, drug rock mondato da ogni pulsione hard e tanto – tantissimo – amore per gli Spacemen 3 (influenza mai negata dalla band, fin dai propri esordi), si dipanano nove brani di grande spessore, intricati e stratificati, ma a modo loro immediati e semplici. Quindi… 26 anni di vita artistica e ancora tanto da dire – ovviamente se si amano queste sonorità.

Fra l’altro questo album è il primo griffato BJM a essere interamente realizzato nel nuovo studio berlinese di Newcombe (il Cobra Studio, messo in piedi dopo il suo trasferimento nella metropoli tedesca). Insieme a lui hanno suonato e collaborato Ricky Maymi, Dan Allaire, Joel Gion, Collin Hegna e Ryan Van Kriedt – con cameo di Emil Nikolaisen (dei norvegesi Serena-Maneesh), Tess Parks e Katy Lane (moglie di Anton).

Si mormora che “Third World Pyramid” possa essere il primo capitolo di una coppia di dischi, ma di fronte alle intemperanze e all’imprevedibilità di Newcombe è meglio non cullarsi troppo in certezze aleatorie… staremo a vedere. Intanto godiamoci questo album.

Tracklist

01. Good Mourning (02:34)
02. Government Beard (03:35)
03. Don't Get Lost (04:11)
04. Assignment Song (09:34)
05. Oh Bother (03:46)
06. Third World Pyramid (04:58)
07. Like describing colors to a blind man on acid (03:01)
08. Lunar Surf Graveyard (03:41)
09. The Sun Ship (04:04)

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