«A LITTLE SOMETHING MORE FROM - Nathaniel Rateliff & The Night Sweats» la recensione di Rockol

Nathaniel Rateliff & The Night Sweats - A LITTLE SOMETHING MORE FROM - la recensione

Recensione del 27 nov 2016 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

Dal 2013 Nathaniel Rateliff si esibisce con i Night Sweats, ma la sua carriera ha inizio qualche anno prima quando dalle pianure del natio Missouri si trasferisce a Denver, tra le montagne del Colorado. Nathaniel è un autodidatta, fa tutto da sé e segue una regola aurea: suona più che puoi, dove puoi, quando puoi. Negli Stati Uniti non è così strano guadagnarsi da vivere – magari molto male – esibendosi in locali di ogni tipo e genere. E’ sicuro che il ragazzo ha stoffa se, nel 2011, Amazon.com classifica il suo album “In memory of loss” (prodotto da Brian Deck che ha lavorato, tra gli altri, con Iron & Wine e Modest Mouse) al numero uno tra gli album che potrete esservi persi nel 2010. Nel 2013, come ricordato più sopra, unisce il proprio destino ai Night Sweats e quello che veniva definito come un ‘folk local hero’ della periferica scena di Denver si guadagna sempre maggiore spazio nelle cronache musicali nazionali.

Nel 2015 il combo da lui guidato pubblica il primo eponimo album. E lo pubblica, tanto per gradire, con la Stax Records. La critica lo incensa, ma anche, e soprattutto, il pubblico non lo disdegna. Il disco raggiunge posizioni molto alte nelle classifiche di vendita statunitensi. Il successo, bontà loro, non rimane entro i confini a stelle e strisce; anche Europa e Australia si accorgono di questa formazione. I complimenti vanno tanto all’incisivo songwriting di Rateliff che al perito groove della band. I nomi e i cognomi che vengono scomodati per descrivere quanto si ascolta in “Nathaniel Rateliff & the Night Sweats” sono quelli di Paolo Nutini, Otis Redding, Van Morrison, Chuck Berry. Tanto per farvi capire l’aria che tira. Dopo aver pubblicato l’album Nat e la sua ghenga hanno intrapreso, come sempre accade, un tour promozionale. Nel loro caso è un lunghissimo e soddisfacente tour promozionale.

Novembre 2016, esce l’EP “A little something more from”. Il titolo è oltremodo esplicativo. Viene da pensare che la band avesse in magazzino altro materiale ma non il tempo per lavorarlo a dovere così da compilare un nuovo album. Battere il ferro finché è caldo è un adagio ben conosciuto in ogni angolo del mondo. Quindi ecco a noi, per soddisfare l’appetito del pubblico e cavalcare la buona onda, qualche altra canzone inedita. Sette nuove canzoni, per la precisione. L’ottava, “Wasting time”, qui proposta in versione live, era già presente nell’album d’esordio. In questo EP l’intero canzoniere americano viene sviscerato in lungo e in largo, si riconoscono le influenze musicali più disparate e la voce di Nathaniel Rateliff è lo strumento aggiunto dei Night Sweats. Una voce adeguata ad ogni cambio di ritmo, genere e sentimento.

“A little something more from” non deve considerarsi il secondo capitolo della discografia di Rateliff e dei suoi amici. Piuttosto una appendice in calce al primo album. Un bonus che non ha l’ambizione di sconvolgere lo status quo, ma che conferma che siamo in presenza di qualità e talento. Un EP molto gradevole che si ascolti il basico blues di “Just to talk to you” o ci si immerga nelle atmosfere orbisoniane di “How to make friends”. Oppure il rock’n’twist di “Parlor”. O ancora il rhythm and soul di “I did it”. Per non dire del soul di “What i need”. Un EP languido la cui assunzione è consigliata nella seconda parte della giornata, quando il cielo imbrunisce e i quotidiani doveri lasciano lo spazio (così almeno ci si augura) al tempo dei piaceri.

TRACKLIST

01. Parlor (02:42)
02. I Did It (02:41)
03. Out On The Weekend - Version 2 (03:37)
05. What I Need (05:03)
06. Just To Talk To You (04:48)
07. How To Make Friends (03:11)
08. Late Night Party - Out On The Weekend Version 1 (03:23)
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