«LONG LIVE THE ANGELS - Emeli Sandé» la recensione di Rockol

Emeli Sandé riscopre le sue radici: ecco il nuovo album 'Long live the angeles'

Che fine ha fatto Emeli Sandé? È quello che ci siamo chiesti un po' tutti, nel corso degli ultimi tre o quattro anni. La cantautrice torna finalmente sulle scene discografiche con il nuovo album di inediti, "Long live the angeles".

Recensione del 18 nov 2016 a cura di Redazione

La recensione

La storia del disco:
Che fine ha fatto Emeli Sandé? È quello che ci siamo chiesti un po' tutti, nel corso degli ultimi tre o quattro anni: sì, perché dopo la pubblicazione del suo album d'esordio, "Our version of events", datato ormai 2012 e capace di restare per 47 settimane consecutive in top 10 nel Regno Unito (infrangendo un record detenuto dai Beatles per 50 anno), della cantautrice scozzese si erano perse quasi del tutto le tracce. C'è stata qualche sporadica collaborazione, certo, come quella con i Rudimental, con Naughty Boy o con Mary J. Blige, ma di nuova musica di Emeli Sandé nessuna traccia. Ora, a distanza di quattro anni e mezzo da "Our version of events", Emeli torna sulle scene discografiche con un nuovo album di inediti, "Long live the angels".



Come suona e cosa c’è dentro:
Il disco è frutto di ben tre anni di lavorazione: la cantautrice ha cominciato a mettere mano ai nuovi pezzi già nel 2013. Nel corso di questi tre anni, si sono alternati in cabina di produzione diversi produttori: Chris Loco, Naughty Boy, Jonny Coffer, TMS, Mac & Phil, Mojam, Shakaveli, Rachet e ProducerWez. L'ansia da prestazione - chiamiamola così - il dover a tutti i costi bissare il successo di "Our version of events" ha messo in crisi Emeli. Lei ha reagito a questa crisi andando a riscoprire le sue radici, le sue origini, in particolar modo le atmosfere, i colori e i suoni dello Zambia (suo padre è originario proprio dello Zambia, mentre sua madre è inglese): una canzone del disco, "Tenderly", è stata ad esempio registrata insieme a suo padre e ai suoi cugini, accreditati come il Serenje Choir (Serenje è una città dell'omonimo distretto dello Zambia). A livello di sonorità, Emeli Sandé è andata a ricercare le sonorità già proposte in "Our version of events", un mix di sonorità r&b e altre più soul.

Perché ascoltarlo (o perché girare alla larga):
A differenza di "Our version of events", "Long live the angels" sembra un disco più maturo: la differenza principale non riguarda tanto il suono o la produzione, quanto la scelta delle canzoni. Nel precedente album della cantautrice c'erano dei pezzi che cercavano a tutti i costi un successo "pop" e di traghettare Emeli, che fino ad allora si era fatta conoscere come autrice (firmando canzoni poi incise da - tra gli altrio - Cheryl Cole e Alesha Dixon) verso il grande successo "popolare". Qui, non ci ricerca a tutti i costi quel tipo di successo: certo, i pezzi più immediati e radiofonici ci sono, vedi i singoli "Hurts" e "Breathing underwater", ma occupano una piccolissima parte della tracklist del disco.

La canzone fondamentale:
L'essenza di questo nuovo lavoro di Emeli Sandé sta forse tutta in "Tenderly", la canzone incisa con il padre e i cugini. È un pezzo dall'arrangiamento scarno, che parte con la voce della cantante accompagnata dalla chitarra acustica (lo stile sembra ricordare quello di "Girl from Ipanema", in particolar modo la versione di Amy Winehouse del pezzo di Vinicius de Moraes e Antonio Carlos Jobim). Poi subentra il coro, ed è - senza esagerare - vera poesia.

TRACKLIST

01. Selah (02:29)
03. Happen (03:35)
04. Hurts (03:58)
05. Give Me Something (03:52)
06. Right Now (02:14)
07. Shakes (02:49)
08. Garden (04:02)
09. I’d Rather Not (03:49)
10. Lonely (03:33)
11. Sweet Architect (03:19)
12. Tenderly (03:22)
14. Highs & Lows (03:14)
15. Babe (03:15)
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