«OUT OF TIME (25TH ANNIVERSARY EDITION) - R.E.M.» la recensione di Rockol

"Out of time", quando i R.E.M. diventarono mainstream

La versione espansa di un disco che ha fatto epoca: demo, live, e chi più ne ha più ne metta

Recensione del 17 nov 2016 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Un canzone senza ritornello, basata su un giro di mandolino. Una canzone teoricamente improbabile, che nei fatti fece vendere ad una band decine di milioni di copie di un album, portandola dal culto al mainstream. La band riuscì a mantenere la propria credibilità anche con quella pressione, diventando un esempio per tutti, e amata in tutto il mondo.

"Out of time" forse non è il disco migliore dei R.E.M.. Anche se nella loro discografia c'è l'imbarazzo della scelta: per quello che mi riguarda, potete scegliere tra "Automatic for the people"e "Life's rich pageant", probabilmente, che sono i due versanti del gruppo: quello più melodico/introspettivo e quello più rock. Michael Stipe ha recentemente dichiarato che il suo disco preferito è "New adventures in Hi-Fi", forse perché è quello che riunisce tutte le anime del gruppo.

 "Out of time" è un disco che ha segnato un'epoca: al tempo lo si chiamava "college rock" (oggi sarebbe l'indie). I R.E.M. furono uno dei nomi più eccellenti a fare il salto da una piccola etichetta ad una major; al primo disco con la Warner, "Green", non successe molto, in termini di esposizione. Quel salto l'avrebbero compiuto con una canzone anomala come "Losing my religion".

Quando la ascoltai la prima volta, su un CD singolo che un amico mi aveva portato da Milano al paese, pensai: bella, ma che strana. Invece funzionò l'idea di abbandonare le chitarre elettriche e l'aggressività, per dirigersi verso atmosfere e parole più intimiste. Su quel versante era ora di cambiare, e già in "Green" abbondavano gli strumenti acustici e brani introspettivi, affiancati a canzoni politiche come "Wolrd leader pretend" (che la band recentemente ha rispolverato, dedicandola a Trump)

Il risultato fu un album più malinconico, più orchestrato e complesso, letteralmente fuori dal tempo. Il risultato fu soprattutto il successo planetario, l'esposizione sui media grazie ad un videoclip bellissimo quanto la canzone che metteva in scena, "Losing my religion": entrambi giocavano sull'ambiguita della parola "religione". Si pensò a crisi di fede, ma era semplicemente il racconto di una crisi esistenziale. Poi, la decisione controcorrente di non andare in tour, per preservare la sanità mentale, ma di fare solo qualche concerto acustico qua e là. Un anno e mezzo dopo sarebbe uscito il loro capolavoro, "Automatic for the people". Il gruppo non sarebbe tornato on the road fino al '95, dopo il rumoroso "Monster".

"Out of time" uscì nel marzo del '91, e questa ristampa ne celebra i 25 anni, con qualche mese di ritardo. E' il primo album dei R.E.M. per la Concord, anche se al tempo uscì per la Warner. I R.E.M. hanno sempre mantenuto la proprietà dei propri master e delle proprie incisioni: scaduto il contratto hanno portato tutto altrove.

La ristampa segue più o meno il modello delle precedenti dedicate ai primi disci della carriare, che contenevano o i demo, o album dal vivo. In questo caso sono entrambi, oltre ad una versione rimasterizzata del disco e a un Blu-Ray con videoclip, un documentario del tempo e il disco in versione alta definizione.

Il primo CD "bonus" Deluxe, comprende i demo del disco. Alcuni circolano tra i fan in versione bootleg, da anni. Ma qua ci sono cose mai sentite: come la versioni cantata da Stipe di "Near wild heaven". Assieme a "Texarkana" (qua presente invece in un demo già conosciuto) venne poi affidata alla voce di Mike Mills. Era la prima volta che il bassista faceva il solista. Visto il loro suono con la 12 corde elettrica di Peter Buck, con la voce di Stipe suonavano troppo "vecchio R.E.M.". Erano troppo normali, e alla band le cose troppo normali non sono mai piaciute.

Ci sono versioni strumentali e/o abbozzate di tutti i brani del disco: mostrano le canzoni più semplici e grezze delle versioni finali. Bella quella di "Shiny happy people", senza gli archi e le seconde voci, più caciarona quella di "Me in honey" con una tastiera noiosa. C'è pure Bill Berry che canta una strofa di un demo di "Radio song": è la prima volta che si sente la sua voce in primo piano, come solista, in un'incisione ufficiale della band.

Non ci sono veri inediti - se non uno strumentale intitolato "Untitled Demo 2". C'è la stupenda "Fretless", lasciata fuori dal disco (e comparsa nella colonna sonora di "Until the end of the world" di Wim Wenders), e non ci sono né "It's a free world baby" (anch'essa finita su colonna sonora) e tutte le varie B-side del periodo, già raccolte altrove.

E poi c'è un concerto acustico, "Live at Mountain Stage", registrato per una radio americana. Bellissimo, in minima parte già pubblicato sul cd singolo di "Nighstwimming". Ne fecero tanti, di concerti così, anche uno a Milano per VideoMusic. Pure questo circolava in buona qualità, essendo stato trasmesso alla radio. E' simile, come struttura e suono all'Unplugged dello stesso periodo pubblicato un paio di anni fa. Forse la vera chicca sarebbe stata il doppio concerto londinese sotto le mentite spoglie dei "Bingo hand job", con Billy Bragg e Robyn Hitchcock, dove il gruppo si divertì a improvvisare di tutto, in libertà. Ma anche questo è spettacolare.

"Live at Mountain Stage" mostra la band nelle prime uscite completamente acustiche della sua carriera: vengono spogliati non solo i brani di "Out of time" ma anche canzoni come "Fall On Me" o "It’s the End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)". Se vi piacciono i R.E.M., è una registrazione bella da togliere il fiato.

Che dire, se non che ogni volta che ascoltiamo queste ristampe, i R.E.M. ci mancano sempre di più? Se siete fan, avrete materiale per divertirvi, e materiale per rimpiangere ancora di più la band. Se non siete fan, questo è il disco più famoso del gruppo, e questa ristampa vale decisamente la pena.


 

TRACKLIST
“Radio Song”
“Losing My Religion”
“Low”
“Near Wild Heaven”
“Endgame”
“Shiny Happy People”
“Belong”
“Half A World Away”
“Texarkana”
“Country Feedback”
“Me In Honey”



DISC 2
“Losing My Religion 1 (demo)"
“Near Wild Heaven 1 (demo)"
“Shiny Happy People 1" (demo)"
“Texarkana 1 (demo)"
“Untitled Demo 2”
“Radio – Acoustic (Radio Song 1 demo)"
“Near Wild Heaven 2 (demo)"
“Shiny Happy People 2 (demo)"
“Slow Sad Rocker (Endgame demo)£
“Radio – Band (“Radio Song 3 demo)"
“Losing My Religion 2 (demo)"
“Belong (demo)
“Blackbirds (Half A World Away demo)"
“Texarkana (demo)"
“Country Feedback (demo)"
“Me On Keyboard (Me In Honey demo)
“Low (demo)
“40 Sec. (40 Second Song demo)"
“Fretless 1 (demo)"

Disc 3 (Live At Mountain Stage)
“Introduction”
“World Leader Pretend”
“Radio Song”
“Fall On Me”
“It’s the End Of The World As We Know It (And I Feel Fine)”
“Half A World Away”
“Belong”
“Love Is All Around”
“Losing My Religion”
“Dallas”
“Radio Song”
“Disturbance At The Heron House”
“Low”
“Sawn Swan H”
“Pop Song 89?

TRACKLIST

#1
01. Radio Song (04:15)
02. Losing My Religion (04:28)
03. Low (04:56)
04. Near Wild Heaven (03:19)
05. Endgame (03:50)
06. Shiny Happy People (03:45)
07. Belong (04:06)
08. Half A World Away (03:27)
09. Texarkana (03:39)
10. Country Feedback (04:09)
11. Me In Honey (04:08)

#2
01. Losing My Religion 1 - Demo (04:00)
02. Near Wild Heaven 1 - Demo (04:04)
03. Shiny Happy People 1 - Demo (03:13)
04. Texarkana 1 - Demo (03:47)
05. Untitled Demo 2 (03:31)
06. Radio - Acoustic (Radio Song 1) - Demo (04:12)
07. Near Wild Heaven 2 - Demo (03:36)
08. Shiny Happy People 2 - Demo (03:55)
09. Slow Sad Rocker (Endgame) - Demo (04:29)
12. Belong - Demo (04:15)
14. Texarkana - Demo (04:02)
15. Country Feedback - Demo (04:09)
16. Me On Keyboard (Me In Honey) - Demo (03:43)
17. Low - Demo (04:52)
18. 40 Sec. (40 Second Song) - Demo (01:22)
19. Fretless 1 - Demo (04:51)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.