«4TH OF JULY - Carl Broemel» la recensione di Rockol

Carl Broemel - 4TH OF JULY - la recensione

Recensione del 05 nov 2016 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Da queste parti lo ripetiamo da anni: i My Morning Jacket sono una delle migliori rock band in circolazione. Originali, mai banali, trascinanti, sperimentali senza essere cervellotici. E se ne volete l'ennesima prova, ecco i due dischi solisti del chitarrista Carl Broemel e del frontman Jim James. Non che la band si sia fermata, anzi: recentemente si è esibita al Bridge Benefit di Neil Young come supporto a Roger Waters, e ha passato l'estate a macinare concerti negli States. Aveva promesso a breve un seguito di "The waterfall", stupendo disco dell'anno scorso, con le canzoni rimaste fuori dalle sessioni. Invece, a stretto giro, ecco questi lavori.

"4th of july" è il terzo album solista di Broemel, chitarrista della band dai tempi di "Z" (2005). E' uscito ad agosto e per certi versi è il lavoro più sorpredente. "Sleepy lagoon", la canzone iniziale è praticamente l'unica dell'album solista in cui si riconosce nettamente il marchio di fabbrica dei MMJ - grazie alla chitarra.  La title-track è davvero memorabile: inizia come una canzone "normale" (per quanto difficilmente questo aggettivo si applichi ai MMJ e ai loro membri) e finisce come una sontuosa jam chitarristica: 10 minuti di magia.  Il resto dell'album contiene  canzoni di ottima fattura, mai banali - che a tratti ricordano più i Wilco più acustici che non i MJJ. Notevole il finale con la lunga "Best of".

"Eternally even" di Jim James esce invece in questi giorni, a tre anni e mezzo dal debutto solista con "Regions of light and sound of god". Per molti versi ne è la logica continuazione. James gioca in maniera più libera, con poche chitarre e un suono più etereo, a metà tra elettronica e una sorta di versione moderna della musica black. 

Come nel disco di Broemel, l'apertura è quella che più da vicino ricorda i MMJ: "Hide in plain sight" ha qualche chitarra distorta, su un tappeto quasi spettrale. La canzone si fonde nella successiva "Same old lie", e questa è una delle chiavi dell'album, che sembra fatto di un continuum di suoni e atmosfere, più che di singole canzoni. "The world smiling now" ricorda certe ballate del catalogo Motown in versione 2.0. E tutto l'album ha un qualcosa di già sentito che arriva da quel mondo solo che quel qualcosa viene sempre seppellito sotto soluzioni sonore a volte spiazzanti - anche se in maniera diversa dai MMJ. Certo, il punto di contato rimane la voce di James, rimane il metodo, che è quello di destrutturare le canzoni, di non dare mai nulla per scontato nella costruzione dei brani.  Forse Jim James è meno cool di Bon Iver, ma i loro mondi non sono poi così distanti, negli ultimi anni.

Un bel modo di ingannare l'attesa del prossimo album dei My Morning Jacket, con due dischi diversi, sia tra di loro che dal resto della musica che gira intorno, e tra loro complementari.

 

TRACKLIST

01. Sleepy Lagoon (05:55)
02. 4th of July (10:01)
04. Snowflake (04:03)
05. Landing Gear (05:36)
06. In the Dark (04:12)
07. Crawlspace (02:22)
08. Best Of (07:07)
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