«LADY WOOD - Tove Lo» la recensione di Rockol

Sesso, ma non solo: la recensione di "Lady Wood", il nuovo album di Tove Lo

Sulla copertina di "Lady Wood", Tove Lo si infila una mano dentro i pantaloncini, sembra tirarseli giù per farci vedere cosa c'è sotto. Ma cosa c'è dentro il disco? Lo abbiamo ascoltato

Recensione del 02 nov 2016 a cura di Mattia Marzi

La recensione

Con il suo album d'esordio, "Queen of the clouds", uscito nel 2014, la cantante svedese si è fatta conoscere in diversi Paesi, riscuotendo discreti successi: negli States ha venduto quasi 200.000 copie, ottenendo un disco di platino, e buoni numeri li ha totalizzati anche in America Latina. Ora, per Tove Lo, è arrivato il momento di confermarsi: esce "Lady Wood", il suo secondo album in studio, anticipato dal singolo "Cool girl".





Il disco è stato registrato nell'arco di due anni, tra il 2014 e maggio del 2016, praticamente negli stessi studi che avevano ospitato le lavorazioni di "Queen of the clouds": i Wolf Cousins Studios di Stoccolma e gli MXM Studios di Los Angeles. La cantante svedese è stata affiancata da un ristretto team di produttori, che sono anche tra gli autori principali delle canzoni del disco: gli svedesi Oscar Görres, Oscar Holter, Ilya Salmanzadeh, Ludvig Söderberg, il neozelandese Joel Little e l'iraniano Ali Payami, già collaboratori delle principali voci del nuovo pop internazionale, Ellie Goulding, Taylor Swift, Ariana Grande e Lorde.

Il precedente album di Tove Lo era una raccolta molto personale in cui la cantante raccontava, nel dettaglio, le fasi di una relazione e la fine della stessa: il disco era suddiviso in tre parti, "The sex", "The love e "The pain", ognuna dedicata ad un tema. Questa suddivisione per tematiche la ritroviamo anche in questo "Lady Wood", che si compone di due capitoli diversi: il primo, intitolato "Fairy dust" (traducibile come "Polvere magica"), parla dell'euforia che si scatena dopo un incontro interessante; il secondo, "Fire fade", è più intimista e per certi versi più cupo. L'album, a detta della stessa Tove Lo, è il primo capitolo di un dittico che verrà completato il prossimo anno, con un altro disco.

A livello di sonorità, con queste nuove canzoni Tove Lo sembra andare a sviluppare quanto proposto con "Queen of the clouds". "Lady Wood" è un disco elettronico. Solamente elettronico, verrebbe da dire: è la naturale conseguenza di "Queen of the clouds". Spazia da episodi più "pop" (come "Cool girl" e "True disaster", nel cui ritornello Tove Lo sembra tornare a ricordare Madonna - a cui era stata già accostata in alcuni episodi del precedente disco) ad altri più tech house e dance-pop. Tove Lo parla del successo ("Don't talk about it"), della solitudine ("Imaginary friend") e ovviamente del sesso, provocando un po' - come d'altronde aveva già fatto nel precedente album: il verso centrale del disco potrebbe essere "Give me lady wood", che potremmo tradurre come "Fammi bagnare". "Keep it simple" è l'anello di congiunzione con il precedente disco: "I've been deep down in the dirt for some time / not a clear sound from my heart or my mind / 'cause his words are clinging on for dear life / but i'm breathing, i'm breathing, i'm breathing", canta lei.

Dietro ai pezzi di "Lady Wood" c'è un bel lavoro di produzione, lo stesso bel lavoro di produzione che aveva caratterizzato "Queen of the clouds". Tove Lo sembra trovarsi piuttosto a suo agio nelle sonorità elettroniche, la sua voce sembra andare particolarmente d'accordo con quei suoni. E però, alla fine del disco, si ha quasi l'impressione di non aver scoperto niente di nuovo, se non quanto avevamo già scoperto in "Queen of the clouds". L'episodio più interessante di questo nuovo disco, per dire, sembra essere "Vibes", un pezzo acustico e chitarristico che pare un po' un caso isolato rispetto al resto del disco: è qui che fa capolino una Tove Lo inedita e abbastanza intrigante.

Sulla copertina di "Lady Wood", Tove Lo si infila una mano dentro i pantaloncini, sembra tirarseli giù per farci vedere cosa c'è sotto. Noi stiamo lì, a guardarla, con la bavetta alla bocca e con una certa eccitazione. Lei continua a sbottonarsi, piano piano. Ma quando arriva il momento di abbassare quei pantaloncini, lei ritira fuori la mano e se li tira su. E ci lascia all'asciutto.

TRACKLIST

02. Influence (03:44)
03. Lady Wood (03:36)
04. True Disaster (03:24)
05. Cool Girl (03:19)
06. Vibes (03:46)
09. Imaginary Friend (04:12)
10. Keep It Simple (03:51)
11. Flashes (04:16)
12. WTF Love Is (03:41)
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