«OVERNIGHT - Josienne & Walker, Ben Clarke» la recensione di Rockol

Josienne & Walker, Ben Clarke - OVERNIGHT - la recensione

Recensione del 01 nov 2016

La recensione

Di Vittoria Polacci

Sotto la cifra stilistica della tradizione folk, unita a un suono attuale e intrigante, torna il duo inglese formato dalla dolce voce di Josienne Clarke e dalla chitarra raffinata di Ben Walker. La coppia di musicisti, dall’aspetto genuino e vagamente imbronciato, ha fatto uscire il loro ultimo album sotto l’egida della Rough Trade Records, label che si è preoccupata soprattutto di lasciare intatte le linee guida del loro gusto musicale: un disco coerente con i precedenti “Nothing can bring back the hour” (2014) e “Fire & Fortune” (2013), ma forse con una maggiore apertura a più generi musicali, che dona a “Overnight” la giusta freschezza.

Le 12 tracce sembrano attraversate dalla suggestiva idea di riprodurre gli eventi naturali attraverso la musica, in modo a volte coerente, come nella morbida e rilassante “The warning crescent”, che dipinge l’immagine della luna attingendo dalla tradizione popolare, e a volte dicotomico, come nella final track “Light of day”, in cui l’immagine dell’alba e il suo simbolo di rinascita sono sottese a un’orchestrazione a tratti cupa, con un’atmosfera da musiche tradizionali celtiche.

Lo stile evocativo di “Overnight” si serve del linguaggio sì del folk, ma anche del country e del più inusuale repertorio classico: i brani oscillano tra le atmosfere crepuscolari di “Dawn the dark” o della delicata e lirica “Sleep” al clima più posato di pezzi come “Sweet the sorrow”, con gli archi che fanno da contrappunto ricco all’essenziale mandolino pizzicato. Meritano particolare attenzione il singolo “Something familiar”, malinconica ballata sulla natura fugace della memoria (che ricorda il cantautorato e la delicatezza della giovane Joni Mitchell) e “Milk and honey”, in cui il sax si fonde con il soffice timbro della Clarke.

Le chicche che donano completezza all’album sono le due cover poste al centro della tracklist: “Dark turn of mind”, gemma di struggente bellezza della cantautrice americana Gillian Welch, e la successiva vena madrigalesca di “Weep you no more sad fountains” del liutista e compositore inglese John Dowland, vissuto al tempo di Elisabetta I, un inusuale omaggio arrangiato che sottolinea ancora una volta la vena creativa e musicalmente raffinata del prolifico duo Clarke & Walker.       

 

TRACKLIST

01. Nine Times Along (03:28)
02. Something Familiar (02:25)
03. Sweet the Sorrow (03:07)
04. Dawn of the Dark (03:27)
05. Dark Turn of Mind (04:22)
06. Weep You No More Sad Fountains (03:33)
07. The Light of His Lamp (03:59)
08. Sleep (02:32)
09. Milk and Honey (04:21)
10. The Waning Crescent (03:35)
11. Overnight (02:53)
12. Light of Day (03:46)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.