"La stanza intelligente": il debutto da cantautore di Boosta

E' gioco bello e pericoloso quello al quale Boosta ha scelto di giocare con "La stanza intelligente": la recensione del debutto solista del tastierista dei Subsonica

Recensione del 01 nov 2016 a cura di Davide Poliani

Voto 7/10

E' un gioco bello e pericoloso quello al quale Boosta ha scelto di giocare con "La stanza intelligente". Più bello che pericoloso, almeno per chi ascolta, perché il tastierista dei Subsonica, che negli anni ha saputo costruirsi una solidissima reputazione solista in ambiti più legati alla dance e all'elettronica, all'alba dei 43 anni ha scelto di vuotare il sacco riscoprendosi cantautore: una mossa che spiazza e che non può fare che bene, in un panorama dove la prevedibilità - anche laddove non dovrebbe abitare - sta diventando un dogma.

Conviene non farsi ammaliare dalla nutrita pattuglia di ospiti intervenuta a prestare voci e penne, da Nek a Giuliano Palma, passando per Malika Ayane, Marco Mengoni, Luca Carboni, Raf, Cosmo, Briga, Enrico Ruggeri e Diodato: un passo così importante, specie a quest'età, e bene farlo in compagnia, meglio se buona, e Davide Dileo - ce l'ha spiegato lui stesso - una compagnia migliore non avrebbe saputo trovarla. Il pericolo del quale si parlva prima, semmai, lo si corre nel mettere così tanta carne al fuoco: in primis perché un'opera prima - Boosta non è nuovo ad avventure fuori dai Subsonica, ma non di questo tipo - racchiude inevitabilmente istanze maturate nel tempo, a quando sulle spalle si hanno due decenni di esperienza - e quindi di materiale grezzo da trasformare in canzoni - la capacità di fare ordine diventa fondamentale. In secondo luogo perché le guest star, nei dischi, sono gradevoli per chi ascolta ma faticose per chi le ospita: abbinare una voce a un'atmosfera, una melodia, un suono o una storia è un compito non da poco, nel quale in passato hanno fallito anche in grandissimi.

 

Qui, pur con gli inevitabili alti e bassi rintracciabili nei tredici episodi che compongono "La stanza intelligente", a tenere insieme il tutto e a renderlo interessante è la spontaneità: nel debutto da cantautore di Boosta di operazione discografica c'è pochissimo, se non niente. Piuttosto, si respira aria di divertissement, seppure fatta la doverosa tara: questo, per chi l'ha scritto e registrato, è un album necessario, non un riempitivo. Stupisce poco, infatti, che il brano capace di colpire di più al primo ascolto sia proprio la title track, il brano più nudo ed essenziale di quelli raccolti nel disco, dove a reggere il gioco ci sono praticamente solo il pianoforte e la voce di Dileo: da qui, probabilmente, si deve partire per orientarsi tra i tredici episodi del disco, che – a conti fatti – assomiglia, più che a un album di fotografie, a un ritratto picassiano di un artista che, scoprendo una nuova giovinezza matura, sembra aver iniziato a fare pace con sé stesso. E dal quale, adesso, ci attendiamo sviluppi interessanti, in tutte quelle che saranno – o che lui vorrà che siano – le sue carriere.

 

Tracklist

01. 1993 (03:56)
02. Mezzo uomo (04:17)
03. Sulla strada (03:49)
04. La stanza intelligente (03:19)
05. Santa Kaos (03:26)
06. Come la neve (04:17)
07. Ad altezza uomo (03:30)
08. Noi (03:25)
09. Il mio compleanno (03:36)
10. La conversazione di noi due (04:17)
11. All'altare (02:40)
12. Quello che vuoi (04:46)
13. Tutto bene (03:45)

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