«NOBODY BUT ME - Michael Bublé» la recensione di Rockol

Michael Bublé - NOBODY BUT ME - la recensione

Recensione del 26 ott 2016

La recensione

di Michele Boroni

E così, ridendo e scherzando, il buon Michael Bublé è arrivato al suo nono album da studio. Nonostante il titolo e le dichiarazioni sul coraggio e la temerarietà che hanno accompagnato il lancio di questo disco (per la prima volta co-prodotto dallo stesso stesso Bublé), “Nobody but me” non si discosta molto dai suoi ultimi lavori come “Call me irresponsible”, “Crazy Love” e “To be loved”.

Anche questo infatti è una raccolta di canzoni che mette insieme pop song originali, standard jazz e classici pop reinterpretati nel suo modo tra il crooning e il swing. Come era già successo nei due precedenti, ma ancora più in quest'ultimo, le popsong originali rimangono le tracce più interessanti del disco: la title track, in rotazione pesante già da fine agosto, è un gradevolissimo pezzo pop swing arricchito dal rap di Black Toutght dei The Roots. Anche “Someday”, scritto dal One Direction Harry Stiles e cantato in coppia con Meghan Trainor, è la classica ukulele song che rischia di diventare il piacevole tormentone del prossimo inverno, magari anche trasformato in jingle nello spot di qualche fornitore telefonico. E qui si sente forte la produzione di The Monsters & The Strangerz, coppia che sta dietro al successo della stessa Trainor, di Jason Derulo e di alcuni successi dei Maroon 5.

Nei classici swing il simpatico italo-canadese riesce sempre ad essere al tempo stesso piacione ed efficace: in “My kind of girl”, resa popolare da Matt Monro, Bublé sembra Bobby Darin, mentre nella profonda “The Very Thought of you” viene fuori il suo lato Sinatra. Le orchestrazioni e gli arrangiamenti sono qui più lussereggianti e da commedia sofisticata rispetto alla pompa delle passate produzioni di David Forster, come ad esempio in “Sotto er celo de Roma”, dove emerge il lato Dean Martin che a noi italiani fa inevitabilmente sorridere o inorridire.

Il disco si chiude con due versioni dei classici “My baby just care of me” e “God only knows” che, pur essendo ben arrangiate e cantate, purtroppo non aggiungono niente rispetto all'originale e neppure al disco.

Ci piacerebbe vedere Bublè per una volta affrancato dai classici swing e standard, e dedicarsi a un disco di popsong originali dove possa finalmente far vedere il suo lato contemporaneo, invece di realizzare il solito disco furbetto che accontenta un po' tutti.

TRACKLIST

01. I Believe in You (03:21)
02. My Kind of Girl (04:06)
03. Nobody But Me (02:59)
07. I Wanna Be Around (03:42)
08. Someday (feat. Meghan Trainor) (03:23)
10. God Only Knows (04:15)
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