«AMERICAN BAND - Drive-By Truckers» la recensione di Rockol

Drive-By Truckers - AMERICAN BAND - la recensione

Recensione del 08 ott 2016 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

L'etichetta "classic rock", ormai diffusa e codificata, indica solitamente due tipi di musica: i grandi, le icone (i dinosauri, direbbe qualcuno), alle prese con nuove prodezze dal vivo e discografiche. L'esempio più estremo è il "Desert trip" (l'"Oldchella", direbbero sempre i cattivi), il festival californiano con 6 headliner da brivido, ma tutti sopra i 70 anni, o quasi. E poi c'è un altro filone, quello di artisti magari meno noti, che si rifanno ad un suono se vogliamo poco innovativo, tradizionale, ma spesso lo rivisitano in maniera personale, sincera, diretta. Un atteggiamento che li copre da possibili critiche, e che spesso porta ad ottimi dischi, che certo non salveranno il mondo, né lo sconvolgeranno, ma rinnovano ogni volta quel patto con gli ascoltatori che è alla base di questa musica.

"American band" dei Drive-By Truckers ne è uno degli esempi migliori degli ultimi tempi.

20 anni di storia alle spalle, 13 dischi con questo. Arrivano da Athens, Giorgia, ma come quell'altra band di quella città sono lontani del "southern rock" alla Allman Brothers o Lynyrd Skynyrd. L'aggettivo "del sud" indica un atteggiamento e una propensione all'understatment, al fare le cose al proprio modo, senza farsi fagocitare dai meccanismi della costa Est o della Costa Ovest, senza rinnegare le proprie origini, ma neanche senza sbandierarle come un punto d'onore. I Drive-By Truckers sono una "american band", appunto: e se il titolo suona troppo baldanzoso ecco che la copertina in bianco e nero con la bandiera a mezz'asta spiega già subito tutto.

Il contenuto del disco, poi: 11 canzoni dritte, basate sul vecchio schema chitarra-basso-batteria con un po' di organo o tastiere o piano. Dall'apertura ruspante di "Ramon Casiano" (dedicata ad un ragazzo ispanico ucciso nel 1931: l'assassino, uno dei leader della lobby delle armi, la NRA, ha ammesso l'uccisione solo 50 anni dopo) ad una ballata come "Once they banned Imagine" (ricordate la lista delle canzoni proibite dopo l'11 settembre). In mezzo, brani più complessi come "Ever south" (il sud, ancora, visto in maniera lontana dallo stereotipo dell'elettore tipo di Trump: bianco, non urbano, di mezz'età). O La finale "Baggage". Tutte canzoni fedeli al vecchio adagio che il personale è politico, e che la politica è una cosa personale.

Se amate il genere, "American band" è un bellissimo disco, fresco e profondo. Quanto basta per consigliarvelo spassionatamente.

 

TRACKLIST

01. Ramon Casiano (03:57)
04. Guns of Umpqua (03:51)
05. Filthy and Fried (03:38)
06. Sun Don't Shine (03:24)
07. Kinky Hypocrite (03:13)
08. Ever South (05:44)
09. What It Means (06:25)
11. Baggage (05:45)
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