«LIVE IN CONCERT - Natalie Merchant» la recensione di Rockol

Natalie Merchant - LIVE IN CONCERT - la recensione

Recensione del 26 nov 1999

La recensione

New York City, 13 giugno 1999. A un anno di distanza dall’uscita del suo secondo album solista, “Ophelia”, premiato da una serie ininterrotta di concerti, soprattutto negli States, Natalie Merchant – già cantante dei 10.000 Maniacs, per chi non se lo ricordasse - registra uno dei suoi set live, presentato brani recenti e qualche cover di lusso. La scaletta è stringata ed essenziale, ma ha la stessa capacità di colpire al cuore che aveva in generale la musica dei 10.000 Maniacs soprattutto quando ascoltata dal vivo, come accadeva in alcuni momenti dell’album Unplugged pubblicato qualche anno fa ad epitaffio della partnership tra Natalie e il resto del gruppo. Da allora la vocalist di New York ha preso strade separate, ma la graffiante dolcezza di “Tigerlily” e la disarmante frammetazione psicologica di “Ophelia” hanno portato Natalie Merchant a camminare su un percorso fatto di canzoni semplici e minimali, capaci di passarti accanto o di attraversarti con tutto il loro delicato fragore. E’ così anche in questo album dal vivo, dove la piccola Natalie urla sottovoce le sue storie, coprendole di una grazia formale che non maschera mai lacrime e intensità. “Space oddity” è una bella cover, e chissà se Bowie la apprezzerà, “After the gold rush” è una cover immensa anche solo per la scelta del pezzo, e siamo sicuri che Neil Young ne sarà felice, ma è anche e soprattutto nelle sue canzoni che Natalie Merchant offre panorami musicali inusitati; indicativa è a questo proposito la triade iniziale rappresentata da “Wonder”, “San Andreas fault” e “Beloved wife”, quest’ultima veramente splendida, un ritratto schivo e silenzioso di una coppia unita da una lunga storia d’amore. “Live in concert” è un album che parte quasi sottovoce, modesto e sommesso come la sua protagonista, ma a poco a poco svela un’anima rock di prim’ordine. Speriamo che serva riportare un po’ d’attenzione su questa grande interprete, forse seguita meno di quanto merita.
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