«TROPICO - Collettivo Ginsberg» la recensione di Rockol

Collettivo Ginsberg - TROPICO - la recensione

Recensione del 21 set 2016 a cura di Marco Jeannin

La recensione

Il testo di “Metti che” è una poesia dialettale firmata da Raffaello Baldini intitolata Mett. “Int la nota de mond” di Aldo Spallacci, altra poesia dialettale, per il Collettivo Ginsberg diventa “La notte del mondo”, pezzo abbellito da cori tratti da “Voodoo Suite” di Perez Prado (1955). “Danza macabra” è invece un adattamento di “La danza macabra”, testo inedito di Andrea Mandolesi. E questi sono solo tre dei dieci pezzi che la band romagnola ha assemblato per dar vita ad un disco chiamato letteralmente ad aprire un nuovo orizzonte sonoro… “Tropico” arriva a tre anni di distanza da “Asa nisi masa”, portando con sé una ventata di allegra freschezza in casa Ginsberg. Una freschezza dal sapore jazzato, funk, blues, world music e cantautorale, un mix che il Collettivo sa declinare ottimamente alla propria maniera rendendo l’ascolto dell’intero lavoro un fluire unico di saliscendi ben orchestrati ed arrangiati, senza però mai tradire quello spirito più spiccatamente dadaista che ha accompagnato la produzione del gruppo fin dagli albori. Qui si arriva a citare Screamin Jay Hawkins in “Con due monete” saltando poi con estrema naturalezza al mambo sghembo di “Primavera mambo” e al quasi poliziottesco/Seventies della già citata “Nella notte del mondo”. E mi rendo conto che detto così fa un po’ strano, ma forse anche no: effettivamente non ci si può aspettare nulla di normale da un disco dal sangue così caldo, tropicale fin dal titolo (e relativa copertina, un’opera di Domenico Demattia intitolata “Safari”).

“Tropico”, registrato in analogico presso lo studio L’Amor Mio Non Muore e prodotto da Marco Bertoni, è dunque un piccolo compendio di quanto imparato dalla band andando a lezione da Paolo Conte, Iannacci e Battisti. Il tutto condito da quel delizioso tocco di colorata ironica follia romagnola che non guasta mai: “Metti che venga la fine del mondo, domani, dopodomani, e moriamo tutti, metti che la terra s'infradici, si sbricioli, che si riduca un polverone, che si perda nell'aria, e la luna lo stesso, si spegne il sole, le stelle, viene un buio, non c'è più niente e in tutto quel buio il tempo andrà ancora avanti? Da solo? E dove andrà?

TRACKLIST

01. Con due monete (03:12)
02. Metti che (03:37)
03. Primavera mambo (03:56)
04. La strada dei mulini a vento (03:56)
05. Portami con te (04:00)
06. Lingua di luna (03:41)
07. Nella notte del mondo (03:28)
08. L'estate di San Martino (04:49)
09. Visioni a colazione (02:46)
10. Danza macabra (05:39)
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