«HOW TO BE A HUMAN BEING - Glass Animals» la recensione di Rockol

Glass Animals - HOW TO BE A HUMAN BEING - la recensione

Recensione del 19 set 2016 a cura di Marco Di Milia

La recensione

Il fatidico secondo album è sempre uno dei passi più delicati in carriera, specie dopo un esordio da mezzo milione di copie. A due anni dal fenomeno “Zaba”, è arrivato il momento per i Glass Animals di dare un seguito alla loro fortunata opera prima e lo fanno con un album che riesce a lasciarsi molto alle spalle. Era stato un debutto più che convincente il loro, capace di mescolare melodie stratificate e atmosfere da Libro della Giungla. Con il nuovo lavoro “How to be a human being” è evidente il cambio di registro e l’abbandono del mondo selvaggio per approdare a uno più cittadino, e diventare, come recita il titolo, dei veri esseri umani. 

Non potendo più puntare sull’effetto sorpresa, i Glass Animals provano a rimescolare le carte contaminando se possibile ancora di più la loro musica con nuovi elementi. Dalle percussioni dal sapore piacevolmente mediorientale della traccia di apertura “Life Itself” ai morbidi ritmi r&b della successiva “Youth”, c’è la voglia di stupire, ma soprattutto di diversificarsi nel mondo sovraffollato dell’art pop. Nella cura certosina dei dettagli è stato prediletto l’aspetto più melodico e rassicurante, perdendo parte di quell’aura di mistero che li circondava. Lontani dalle derive esotiche di un tempo, il nuovo corso è più incline a un moderno caos metropolitano, diretto e carico di suggestioni diverse, come le spumeggianti “Cane Shuga” e il videogioco sonoro di “Season 2 Episode 3”. Ecco quindi farsi largo tra un certo incedere hip hop e una buona predilezione per i cori frizzanti anche una sorta di quotidiana malinconia urbana. E’ chiaro che prendendo così tanto le distanze da “Zaba” i quattro di Oxford hanno fatto una scelta coraggiosa nella ricerca di una nuova via, evitando i dischi fotocopia o il cantuccio sicuro della nicchia. Che sia invece una mossa del tutto riuscita è vero solo in parte, perché se è evidente la facilità con cui i Glass Animals riescono a confezionare gioiellini pop a presa rapida, dove tutti sono possibili hit di successo, è anche vero che un lavoro così di maniera perde qualcosa in spontaneità, omologandosi in modo pericolosamente ravvicinato al campionario di Timberlake - o addirittura di Bieber - in quella che è una sorta di reinvenzione più o meno consapevole delle migliori produzioni delle zone calde delle classifiche.

La pecca quindi è che, mancando quel tocco di personalità, il disco resta lì nel mezzo. Un po’ come dire che ha le potenzialità ma non si applica abbastanza. Pur senza risultare banali, i brani di "Human Being”, tra sperimentazioni e leggerezza, risentono di un certo déjà-vu collettivo, così se da un lato si rendono immediatamente piacevoli al primo ascolto, si relegano altrettanto velocemente in uno splendido quanto ovattato sottofondo, senza riuscire a far saltare nessuno dalla sedia. Dal fantastico mondo tribale a quello del futuro, questa colorata metropoli di variegata umanità non può che essere una tappa intermedia di un viaggio ancora in corsa.

 

TRACKLIST

01. Life Itself (04:41)
02. Youth (03:50)
03. Season 2 Episode 3 (04:03)
04. Pork Soda (04:13)
05. Mama's Gun (04:26)
06. Cane Shuga (03:16)
09. Take A Slice (03:49)
10. Poplar St (04:22)
11. Agnes (04:31)
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