«SCENES FROM A MEMORY - Dream Theater» la recensione di Rockol

Dream Theater - SCENES FROM A MEMORY - la recensione

Recensione del 21 nov 1999

La recensione

Però, questi Dream Theater! Te li immagineresti tutti capelli, metallo sparato e sarabande ritmiche per chitarra e batteria e invece…sono esattamente così! Però…il gruppo è capace di fare la musica che più gli aggrada inserendo riferimenti musicali che vanno dai Pink Floyd dell’ultimo Roger Waters a momenti honky tonk meno riconducibili – forse il riferimento è sempre il grande vecchio Keith Emerson, di cui il tastierista Jordan Rudeness è grande amico. Fatto sta che “Scenes from a memory” va via che è un piacere, per merito anche del suo concepì che fa veramente ‘molto progressive’. La storia racconta la vita divisa in due di Nicholas, che sogna di notte fatti riguardanti una sua precedente vita. Scopre così di essere la reincarnazione di una ragazza, Victoria, vissuta e morta all’inizio del ‘900. Innamorata di un uomo – The Sleeper -, Victoria si concede a suo fratello – The Miracle – prima di decidere di tornare per sempre dal primo: ma l’altro la uccide. Nicholas vive nel suo inconscio una sorta di viaggio nel tempo e nella vita di Victoria, che si conclude con l’affermazione della reincarnazione e della sopravvivenza dell’anima, che continua a vagare nell’universo e a vivere in epoche e corpi diversi. Un concepì vagamente ‘noir’, in cui per alcune atmosfere sembra di tornare ai tempi di “Nursery Cryme” dei Genesis. I Dream Theater svolgono il compito con passione, realizzando un album fortemente teatrale, il cui booklet di testi può veramente essere letto come un libro e con dei momenti musicali di eccellenza, come “Strange deja vu”, la splendida “Through her eyes” e tutta la parte finale o secondo atto. Scale forsennate di chitarre, cambi di tempo a cura dei tamburi di Mike Portnoy disegnano cornici musicali attraverso cui passa svolgendosi la vicenda. E’ curioso anche che a scrivere i testi abbiano concorso i vari componenti del gruppo, in un passamano che sembra quasi mutuato da qualche gioco di società. Per la cronaca The Sleeper e The Miracle erano due fratelli che comparivano già in un’altra canzone del gruppo, “Metropolis part 1”, tratta dall’album “Images and words”. Ragion per cui “Scenes from a memory” è preceduto dalla dicitura “Metropolis part 2”. Il concept ritrova se stesso, alla fine. Un album molto watersiano, ma riuscito.
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