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Bruce Springsteen - EAST RUTHERFORD, NEW JERSEY (OFFICIAL LIVE DOWNLOAD) - la recensione

Recensione del 14 set 2016 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

E' un bel momento, per essere fan di Bruce Springsteen. Ma riuscire a stare dietro a tutto quello che fa e che pubblica: praticamente impossibile. Per dire: l'altro giorno ha annunciato due tour in contemporanea. Due tour diversi. Uno per gennaio/febbraio nel continente australe. E poi uno in America, da fine mese, a supporto dell'autobiografia "Born to run": incontri, interviste pubbliche, firmacopie. Il libro esce il 27, qualche giorno prima "Chapter and verse", raccolta con inediti. Per l'anno prossimo è già pronto un disco nuovo (dopo il tour in Australia, che è ancora legato a "The river"). Ma qualcuno si ricorda i tempi in cui tutti pubblicavano un disco all'anno, e lui ogni due, tre anni?

Poi ci sono i "Bootleg ufficiali": si, lo sappiamo che la definizione è impropria - i "bootleg", le registrazioni dei concerti, sono illegali per definizione- a meno che l'artista non abbia una "taping policy". Il Boss non l'ha mai avuta, pur avendo involontariamente popolarizzato i bootleg (e avendoli volontariamente sempre tollerati). Da qualche tempo pubblica ufficialmente le registrazioni dei concerti, e  qua scendiamo nel fandom più puro e duro, ovviamente: infinite discussioni sulle scalette, sulle performance. Recentemente, John Landau ha detto che in termini di fandom Springsteen è secondo solo ai Grateful Dead, i cui apassionati sono in grado di accapigliarsi per ore e pagine su un singolo passggio di Jerry Garcia. Nei confronti di Springtseen si è arrivati al punto di fan che si lamentano se suona "solo" tre ore e mezza: in questo, ha creato un modello, e ne è diventato schiavo.

Rimane, però, che questo tour ha spostato per molti versi l'asticella più in alto in termini di qualità, più che di quantità. Qualità delle esecuzioni, qualità delle scelte delle canzoni. E se dovreste comprare una sola registrazione ufficiale del tour di Springsteen, prendete questa: quella del terzo concerto in New Jersey, al MetLife Stadium nella sua East Rutheford. Un concerto talmente leggendario che Nugs.net, la società che registra e commercializza le registrazioni degli show, ha sospeso la pubblicazione dei "Bootleg ufficiali" del tour europeo per lavorare subito su questo, per soddisare la domanda. Dei due di Milano vi abbiamo già parlato, quello del concerto di Roma, invece, è andato in coda e bisognerà attendere fino a ottobre inoltrato.

Per dire: qua Springsteen ha abbandonato del tutto il riferimento a "The river" (solo due canzoni in scaletta), iniziando con una sequenza di 10 brani dai primi due album, intervallati da "Summertime blues" di Eddie Cochran. Si parte con "New York City Serenade" con archi (inaugurata a Roma, e riproposta in tutta questa parte del tour americano), e poi si va ad una"Sandy" è da brividi; "Kitty's back" è una lunga suite jazzata che mostra come la E Street Band sia molto più che rock, e la sequenza "Incident on 57th Street"/"Rosalita", riproposta come su album, è bella da star male, con le due canzoni che si fondono una nell'altra. "Spirit in the night" (con presente Rickie Lee Jones, che però praticamente non si sente) è quasi la cosa più "normale". Erano secoli che non suonava "Pretty flamingo" dei Manfred Mann, e la usa per fare il narratore, prima di passare a canzoni più recenti, con una sequenza rock da "Born in the U.S.A" che si chiude con l'accoppiata "Downbound Train"/"I'm on Fire". In scaletta altri brani non suonati da tempo: "Secret garden" e "Living proof" (la band è un po' incerta, qua).  Poi, sì, a fine concerto la voce si fa più roca, meno pulita. Ma quando arriva il finale con "Jersey girl" di Tom Waits, vorresti essere lì, a vedere i fuochi d'artificio che si sentono in sottofondo.  

Un bellissimo album dal vivo, con ottima qualità sonora, da completare magari con prime due date: la prima sera, quella del 23 agosto è riuscito a suonare "Santa claus is coming to town" in piena estate, e una bella versione di "Jack of all trades" con archi. La seconda, quella del 25, ha suonato tre canzoni con Tom Morello, già membro temporaneo della E Street Band nel 2014 e in "High hopes".

Insomma, bisogne essere davvero fan per avere voglia di ascoltare tutto quello che produce Springsteen ultimamente. Ma questo concerto va oltre il puro fandom: è la testimonianza di un artista che a 67 anni gioca ancora con la propria musica e con il proprio pubblico, in maniera spettacolare. Come dice lui stesso, introducendo il concerto: "Are you ready to gamble with the E Street Band?"

 

 

 

 

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