«QUIERO CREEDENCE - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - QUIERO CREEDENCE - la recensione

Recensione del 13 set 2016 a cura di Paolo Panzeri

La recensione

“Quiero Creedence” è un omaggio che arriva da una parte molto rock del mondo della musica latina al repertorio dei Creedence Clearwater Revival. Un’operazione patrocinata e progettata dall’etichetta discografica Concord che detiene i diritti delle canzoni della leggendaria band capitanata da John Fogerty. Una band che non ha avuto una lunga vita – sono stati attivi discograficamente dal 1968 al 1972 per un totale di sette album – ma che ha pubblicato in quel lasso di tempo un incredibile numero di canzoni che sono finite nella zona buona delle classifiche di vendita. A quei tempi ebbero un enorme successo di pubblico, mentre la critica non diede loro i giusti onori. Il tempo, come si sa, è spesso gentiluomo e negli anni anche la posizione di chi giudica ha speso belle parole per quella che è ora considerata una delle formazioni tra le più importanti della storia di certo rock.

La storia di questo disco raccontata a favore dei media narra che si sia scomodato in prima persona il presidente della Concord John Burk che, con giusto orgoglio, definisce il catalogo dei Creedence ‘i gioielli della corona dell’etichetta’. Un giorno alla Concord qualcuno ha scoperto che la più alta concentrazione di fans del gruppo californiano su Facebook era basata a Città del Messico e dintorni. La lampadina si è allora accesa nella testa di Burk e del suo staff che hanno pensato bene di dare il via al progetto di un tributo in lingua spagnola ai rocker californiani. L’idea è stata sviluppata da Juan Caipo dei Bang Data, band basata a Oakland (California) che miscela vari generi musicali e si esprime in spagnolo quanto in inglese. Per la sua band Caipo ha scelto di eseguire “Fortunate son (Fortunate hijo)” fornendone una energica versione dove il rock incontra la cumbia con tanto di inserto rap a cura di Deuce Eclipse. Rap che si ritrova ed è parte integrante anche della “Molina” di Salvador Santana (il 33enne figlio di Carlos).

Ed è un reale piacere ascoltare questi classici senza tempo riattualizzati dai talenti latini che hanno fornito la loro opera nell’album. Dallo spagnolo Bunbury (ex Heroes del Silencio) ai Los Lobos; dalla “Have you ever seen the rain?” (gracias al sol) del cantautore messicano Juan Gabriel, scomparso meno di un mese fa, scelta come primo singolo del disco ai texani Los Lonely Boys. Per continuare con le band messicane A Band of Bitches, Enjambre e El Tri e proseguire con i losangeleni Ozomatli e l’argentino Andres Calamaro. “Green river” è stata affidata alle cure di Billy Gibbons, il frontman degli ZZ Top, invece “Up around the bend” ce la regalano i colombiani Diamante Electrico. Il disco è chiuso dagli argentini Los Enanitos Verdes. Il rock latino non è unico e “Quiere Creedence” ha cercato di rappresentare molte delle sue anime. E lo ha fatto molto bene.

Il tributo latino ai Creedence Clearwater Revival supera la prova a pieni voti. Perché, se è vero che le canzoni sono veri e propri capolavori, è anche vero, proprio per questo motivo, che il rischio di mettere il piede in fallo e ruzzolare di sotto era ben presente ad ogni passo. Ogni versione proposta in “Quiero Creedence” ha la bella capacità di moltiplicare l’energia originaria di queste canzoni. Più di tutto è da apprezzarsi l’interpretazione di chi ha portato il proprio contributo all’album. Un’interpretazione colma del dovuto rispetto che si deve ai ‘grandi’ della musica unita a una verace passione e a un’energia che trasuda da ogni nota.<

 

TRACKLIST

01. Corre Por La Jungla (04:22)
02. Bootleg (03:47)
03. Have You Ever Seen The Rain? (Gracias al Sol) (02:44)
04. Born On The Bayou (04:40)
05. Feelin’ Blue (03:28)
06. Bad Moon Rising (03:36)
07. Who'll Stop The Rain (03:09)
08. Long As I Can See The Light (03:55)
09. Fortunate Son (03:10)
10. Proud Mary (03:00)
11. Molina (03:10)
12. Green River (03:31)
13. Up Around The Bend (04:46)
14. Travelin’ Band (02:31)
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