Vertical Horizon - EVERYTHING YOU WANT - la recensione
Recensione del 17 nov 1999
Esiste sempre una via di mezzo tra le esigenze radiofoniche e la grezza energia del rock'n'roll, intesa anche come attitudine: è capitato in passato con i R.E.M., più recentemente con i Counting Crows e con gli Hootie & The Blowfish. La punta di un iceberg che vede una miriade di gruppi provare a coniugare chitarre elettriche e melodie, rock'n'roll sound e canzoni, i tempi di un brano adatto alle onde radio (il ritornello dopo nemmeno un minuto) e quelli di una band che vorrebbe lanciarsi senza guardare l'orologio. L'equilibrio di tutte queste componenti è precario e instabile, ma i Vertical Horizon sembrano avere in mano le carte giuste per riuscire a coglierlo e mantenerlo. "Everything you want", in effetti, si muove costantemente a ridosso dei cliché del rock'n'roll con uno spirito genuino, come se i Vertical Horizon scoprissero per la priva volta la forza delle chitarre elettriche. L'inizio perentorio di "We are" (un'incrocio tra i R.E.M. di "Document" e gli ultimi Pearl Jam), il refrain contagioso di "Everything you want", il riff di "Send it up" e più in generale l'intrecciarsi delle chitarre, il continuo lavoro di basso e batteria creano l'atmosfera di un concerto e la mezza dozzina di produttori leviga, sistema, purifica il tutto, assemblando un disco piacevole, magari non imperdibile, ma con la rara dote di quella discrezione che lo rende immediatamente simpatico.