«GIVE A GLIMPSE OF WHAT YER NOT - Dinosaur Jr.» la recensione di Rockol

Dinosaur Jr. - GIVE A GLIMPSE OF WHAT YER NOT - la recensione

Recensione del 27 lug 2016

La recensione

 

di Andrea Valentini

 

Ci hanno fregati, ammettiamolo. Noi che anagraficamente ci collochiamo fra i tardi “enta” e/o nuotiamo nel mare degli “anta” siamo cresciuti con un sogno d’infanzia popolato da astronavi, teletrasporti, robot giustizieri e macchine del tempo… ma non abbiamo visto nulla di tutto ciò. È per questo che un placebo come quello offerto da J Mascis e i suoi Dinosaur Jr. diviene una preziosa gruccia a cui aggrapparsi, nei momenti in cui la delusione è più cocente. Il motivo? Semplice: un lavoro così è quanto di più simile a un viaggio a ritroso nel tempo, quello dei nostri 18 anni o giù di lì, magari.

Aveva ragione Henry Rollins, nel video di lancio dell'album, a dire: “Come tutti gli altri dischi dei Dinosaur Jr., anche questo è fantastico!”. Nel senso che Mascis – più che mai – dimostra di avere una propria formula personalissima, inconfondibile, inimitabile e capace, nei momenti ispirati come questo, di regalarci ancora dei veri gioielli di college rock-indie rock di caratura altissima. Come se fossimo ancora nel 1988-89.

“Give a glimpse of what yer not” è, al momento, l’album più riuscito ed emozionante che la band ha sfornato dalla reunion del 2005 a oggi (il quarto del nuovo corso, che comunque vede tutti i musicisti originali ancora in organico, a scanso di equivoci). I riff, frutto di un ispiratissimo Mascis, sono contagiosi e restano in testa al primo ascolto, ma sono sempre seppelliti sotto a quella deliziosa tonnellata di fuzz e distorsione tipica dei Dinosaur Jr. (il vero sound di Mascis, che mischia jingle jangle bydrsiano e fuzz catarroso da reparto psichiatrico)

Il manifesto del disco è il brano di apertura, quella “Goin Down” che sembra chiedere imperiosamente di essere inclusa al più presto nel gotha dei pezzi della band: e da qui in poi è tutta discesa (anche se, a onor del vero, nessun’altra canzone del disco tocca una simile vetta… ma non stiamo certo lamentandoci – anzi!).
Sempre in tema di segnalazioni mirate, è notevolissimo il rock monolitico e narcolettico di “I Walk For Miles”; scalda il cuore il folk rock acido in salsa grunge di “Lost All Day” (che pare una bella outtake da “Where You Been”, così pour parler), mentre la seguente “Knocked Around” è puro pop stralunato a là Mascis con tanto di falsetto nella linea vocale.

E, per restare in argomento Mascis, non dimentichiamo che lui resta uno shredder pazzesco, capace di tirare fuori dei solo deraglianti, goduriosamente psicotici e fuori da ogni canone tecnico-formale codificato.

Grazie J. Mascis. Viaggiare nel tempo è un’altra cosa, probabilmente, ma un tuo disco è una buona alternativa al non poterlo fare.

TRACKLIST

02. Tiny
08. Lost all day
10. Mirror
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