«DELIRIUM TREMENS - Mick Harvey» la recensione di Rockol

Mick Harvey - DELIRIUM TREMENS - la recensione

Recensione del 21 lug 2016

La recensione


di Andrea Valentini

 

Terzo capitolo della serie iniziata nel 1995, da Mick Harvey (musicista, compositore, arrangiatore e produttore discografico australiano, noto soprattutto per essere stato membro della rock band Nick Cave and the Bad Seeds), e all’insegna della traduzione e rilettura del repertorio di Serge Gainsbourg in lingua inglese. Quindi dopo “Intoxicated Man” (1995) e “Pink Elephants” (1997), ecco questo “Delirium Tremens” – a cui, a quanto pare, seguirà prima della fine dell’anno un quarto volume.

Se nei primi due album Harvey ha pescato nel bacino dei brani più famosi e iconici di Gainsbourg, ora si concede il lusso di andare a scavare più a fondo… e il risultato è una pesca miracolosa di gemme tanto splendenti, quanto poco mainstream e poco conosciute. Tanto che Harvey stesso ha spiegato: “L’intero progetto è stato davvero molto divertente. Molti di questi pezzi sono quelli che fin dall’inizio avevo sperato di poter tradurre, ma poi mi sono sembrati troppo difficili da rendere. Però, dopo essere andato più a fondo in questa operazione, ho capito che non erano necessariamente più difficili di altri pezzi inclusi nei primi due dischi.

Il disco è una vera delizia, anche se non si tratta di materiale leggerissimo o facile: qui l’essenza di Gainsbourg viene sviscerata ed esaltata, toccando argomenti scomodi (dal nazismo alla follia omicida), con cognizione di causa e passione da fan devoto.

Fra rock, jazz, pop d’essai e una miriade di altri generi che si intrecciano – come nella miglior tradizione di Gainsbourg – “Delirium Tremens” ci porta per mano in territori che sembrano scontati solo a chi decide di abbandonarsi alla faciloneria del giudizio superficiale.

TRACKLIST

01. The man with the cabbage head
02. Deadly tedium
03. Coffee colour
04. The convict’s song
05. SS c’est bon
06. I envisage
08. A violent poison (that’s what love is)
09. More and more, less and less
10. Don’t say a thing
11. Boomerang
12. The decadance
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