Recensioni / 22 mag 2016

Andrea Mirò - NESSUNA PAURA DI VIVERE - la recensione

Voto Rockol: 3.5 / 5
Recensione di Paolo Panzeri
NESSUNA PAURA DI VIVERE
Mescal (CD)
Tanto per iniziare, che si sgombri il campo da qualsiasi equivoco, “Nessuna paura di vivere” di Andrea Mirò è un gran bell’ascoltare. Dopo una affermazione del genere ci sarebbe ben poco altro da aggiungere.
Ogni volta che la si ascolta accade di sorprendersi sempre un pochino di più di quanto questa cantautrice sia capace di coinvolgere con le trame delle sue canzoni. In questo caso il percorso è quasi netto, praticamente tutte le canzoni di “Nessuna paura di vivere” raggiungono l’attenzione.

Quel che colpisce, al primo ascolto, è il luogo musicale in cui si viene trasportati e in cui ci si viene a trovare. Un luogo musicale confortevole dalle molte suggestioni diverse tra loro ma in cui ci si trova a proprio agio, incuriositi e avidi di scoprirne ogni angolo nascosto. Una piacevole atmosfera generata soprattutto dal tono della voce di Andrea Mirò. Prima dalla musica e poi dalle parole scelte per i testi e da una originalità che si riconosce immediatamente come sincero specchio della sua persona. Si ha proprio la piacevole impressione che non ci sia trucco e neppure inganno in questo album. L’impressione che quanto raccontato sia estremamente sentito.

Gli ascolti successivi del disco non tradiscono l’impressione avuta in principio. Emerge, prepotente e inevitabile, il tema tutto di questo disco, ben sintetizzato dal titolo: la paura. Una paura che è il macro e micro tema che percorre prepotente le nostre esistenze da sempre e in questo momento storico in particolare. E allora sono paradigmatiche e liberatorie le parole che, come un mantra, Andrea Mirò ripete in “Conseguenze”, “non ho più paura, non ho più paura io”.
Un messaggio adulto, un messaggio che è sinonimo di accettazione. Perché la paura va accettata come compagna in questo viaggio pieno di imprevisti che è la vita. Una paura che è da accettarsi come occasione anche quando viene declinata al plurale e allora, così moltiplicata, può diventare mostruosa e paralizzante. Una paura che, nell’album, è cantata principalmente in relazione all’amore ma che va traslata su tutti gli aspetti delle nostre esistenze. Una paura alla quale non ci si deve rassegnare mai, per quanto possa essere più semplici a dirsi che a farsi.

Questo nono album di Andrea Mirò è un capitolo importante della suo percorso artistico: forse non è casuale il suo arrivo a quattro anni dal precedente disco. Un periodo mediamente lungo che ha portato a comporre un buon lavoro. Lavoro che si è valso della stretta collaborazione di Manuele Fusaroli che ha prodotto ma anche firmato alcune canzoni, (“Deboli di cuore” e “Tutto in una notte”). Mentre quelli che si definiscono special guest sono Brian Ritchie (Violent Femmes) al basso e al flauto in “Deboli di cuore” e il violinista Nicola Manzan, deus ex machina dei Bologna Violenta, che ha suonato e messo le mani negli arrangiamenti degli archi in, una volta di più, “Deboli di cuore” e “Piove da una vita”.

E questo è tutto. Ma il disco è molto di più.
Un’ultima cosa prima di chiudere davvero, “Nessuna paura di vivere” è un gran bel titolo. Davvero.

Tracklist:

“Nessuna paura di vivere”
“Piove da una vita”
“Deboli di cuore”
“Non chiedo di più”
“Conseguenze”
“Così importante”
“Titoli di coda”
“La festa è finita”
“Sorprese”
“Nessun escluso”
“Tutto in una notte”