«INUMANI - Tre Allegri Ragazzi Morti» la recensione di Rockol

Tre Allegri Ragazzi Morti - INUMANI - la recensione

Recensione del 11 mar 2016 a cura di Daniela Calvi

La recensione




La prima sensazione che si ha ascoltando il nuovo dei Tre Allegri Ragazzi Morti, è che sia un disco molto suonato. Non che i precedenti non lo fossero, anzi, ci troviamo davanti ad una delle band italiane più contaminate e più attente ai suoni che ci sia in circolazione, ma ai primi passaggi “Inumani” sembra più complesso dei precedenti. Non so se questo pensiero arrivi dal fatto che nell’album si intrecciano influenze musicali nuove o collaborazioni a cui nessuno avrebbe mai pensato e altre invece più che azzeccate, chi può saperlo… Ma vediamo di andare per ordine.

L’ultima volta che ho recensito un disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti, avevo definito le loro nuove canzoni come fossero il seguito di quelle passate, come se ci fosse un filo invisibile a tenere collegati tra loro tutti i brani del power trio di Pordenone. Per quanto sia più esotico e all’inizio possa sembrare più eterogeneo, "Inumani" non si sposta molto dai lavori precedenti, come intenzione: è un bel disco, suonato bene, scritto ancor meglio, con delle belle canzoni e nascoste sotto le belle canzoni, quelle tematiche tanto care ai TARM (e al loro pubblico) che diventano ad ogni album più attuali che mai. Quindi cosa c’è in più rispetto ai lavori precedenti? Semplice, c’è che anche questa volta, ancora una dannata volta, Davide Toffolo e compagnia bella hanno sfornato un disco che fa cantare, ballare, emozionare, amare e pensare dalla prima all’ultima canzone.

Il disco si apre con un brano esemplare a livello di melodia, “Persi nel telefono”, che porta con sé un testo ironico e sfacciato, chiaro ed efficace; il finale introduce la collaborazione più potente del disco, quella con Jovanotti. I TARM avevano già lavorato con Lorenzo negli anni passati, aprendo i suoi concerti per il tour negli stadi nel 2013 e riscuotendo un ottimo consenso anche da parte dei fan del Jova. Così nasce “In questa grande città (la prima cumbia)”, ispirata alle sonorità folk sudamericane (la “cumbia” è nello specifico una musica popolare colombiana conosciuta in Europa, nella sua versione più pop, come un ballo di coppia), brano trascinato e polveroso, scelto come primo singolo e ottimo anticipo del successivo “E invece niente”, che riprende un po’ le atmosfere di “In questa grande città” ma le amplifica maggiormente dando ancora più risalto al testo. Sembra quasi che ogni canzone si tuffi dentro l’altra, quasi senza mai interrompere le atmosfere dell’album, ma ecco che arriva “Ruggero” (scritta da Toffolo con Alex Ingram, già voce dei Pozdam e Lupetto) a cambiare un po’ il tono musicale, con una ballad intensa e un ritornello che esplode all’improvviso carico di nostalgia. Le altre collaborazioni che arricchiscono “Inumani” sono quella con Vasco Brondi (Le Luci Della Centrale Elettrica) per il brano “Libera”, una delle più belle di tutto il disco grazie anche alle sonorità più roots e rock blues, e quella con Alessandro Alosi de Il Pan del Diavolo con cui i TARM confezionano il brano di chiusura del disco dal titolo “Disponibile”, un brano funky ben riuscito, corale ed immediato.

“Inumani” però è anche altro, e lo dimostra con due canzoni messe al centro della tracklist. Una è “C’era una volta ed era bella”, con il tipico linguaggio immaginifico dei TARM e uno dei testi più centrati del disco che strizza l’occhio anche alla canzone d’amore (“Sai che non trovo mai le chiavi di casa se non ho la testa tua sulle spalle mie”). L’altra è quel brano del disco destinato a diventare manifesto dei Tre Allegri Ragazzi Morti per le prossime generazioni e che risponde al nome di “Ad un passo dalla luna”. Ricca di dolcezza nelle melodie, con quel testo così in primo piano e le chitarre presenti in ogni dove (ah, c’è lo zampino di quel manico di Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion che li accompagnerà anche in tour), sembra una perfetta canzone cantautorale ma con, allo stesso tempo, sonorità così internazionali da confermare ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, di quanto i Tre Allegri Ragazzi Morti siano maledettamente bravi e crescano ad ogni album. Se vi avvicinate ai Tre Allegri con “Inumani”, partite da questa canzone per godere a pieno di tutta la loro musica… il resto del disco vi sembrerà di conoscerlo da sempre.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.