«MISS NOSTALGIA - Stadio» la recensione di Rockol

Stadio - MISS NOSTALGIA - la recensione

Recensione del 16 feb 2016 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

La vittoria degli Stadio a Sanremo 2016 ha reso felici tutti. La band, ovviamente, che ha ottenuto un meritato premio ai suoi 35 anni di carriera - e si è definitivamente scrollata di dosso le etichette di "gruppo di Lucio Dalla" e di "amici di Vasco" - etichette abusate, giustamente rinfacciate da Curreri e soci ai giornalisti nel dopo-Festival. E' felice Carlo Conti, che ha potuto esibire un vincitore lontano dalla melodia nazional-popolare de Il Volo dell'anno scorso e lontano dai talent - mettendo a tacere chi l'aveva accusato di avere fatto un cast troppo televisivo (come se fosse un vero problema, poi, che in un programma TV ci sia troppa gente che arriva dai talent e dalla TV...). Felici gli ascoltatori, che hanno potuto votare una canzone non sanremese, con la giusta dose di carica ed emozione, come avvenne qualche anno fa per Roberto Vecchioni.
Il mix e il doppio binario tra la nostalgia del testo e i suoni contemporanei della parte musicale di “Un giorno mi dirai” si conferna in "Miss nostalgia”, album prodotto dallo storico collaboratore Saverio Grandi.

Sentitevi la versione di studio di "Un giorno mi dirai": un crescendo alla Coldplay (quelli vecchia maniera, quelli bravi), un giro di moog in sottofondo, un arpeggio pulito che fanno da contorno ad un testo in cui un padre parla alla figlia con tenerezza. O ancora la canzone che apre l'album, e che dà il tono all'album: una leggera coloritura elettronica, un piano, e le parole iniziali: "Per cercare nuova ispirazione/ ho inventato un cocktail col tuo nome (...) ogni strada porta da te/ per me perdono non c'è ho un'amica, Miss Nostalgia/ non voltarti non voltarti". Poi "Rimini", con un arpeggio e un andare da brit-rock rivisitato in chiave contemporanea, e un testo "Ci piaceva Rimini/sognavamo Rimini". E così via.
Il bello di questo disco, e degli Stadio in generale, è che non fanno finta di essere diversi da quello che sono: ci sono i temi di sempre, gli amici di sempre: in "Noi come voi" compare il sax originale dello stesso Dalla. C'è Vasco, che fa una piccola ma perfetta incursione vocale in "Tutti contro tutti", dando al brano un bellissimo tocco di cattiveria. C'è l'esperienza, la sapienza nel costruire le canzoni, nell'arrangiarle. E c'è anche la voglia di trovare nuovi suoni, nuove soluzioni, ma senza esagerare, senza cercare di essere giovani a tutti i costi.
Nostalgia, e presente, appunto: è questo il bel "Cocktail con il tuo nome" di cui parla Curreri. Un mix musicale dosato bene, e nel suo genere perfettamente riuscito, anche oltre al Festival di Sanremo.
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.