Recensioni / 04 nov 2015

Bob Dylan - THE CUTTING EDGE 1965-1966: THE BOOTLEG SERIES VOL. 12 - la recensione

Voto Rockol: 4.0/5
Recensione di Gianni Sibilla/Alberto
THE CUTTING EDGE 1965-1966: THE BOOTLEG SERIES VOL. 12
SonyMusic (CDx2)
Un colpo secco di batteria che è quasi uno schiaffo in faccia. Entrano il piano e l’organo, la chitarra è in sottofondo. E poi arriva Dylan, e canta, per 6 minuti abbondanti, e racconta la storia, quella storia. Ma soprattutto: il suono di quella canzone, LA canzone. “Like a rolling stone”.
Sono passati 50 anni da quel luglio del ’65 in cui arrivò al mondo sotto forma di singolo a 45 giri e cambiò per sempre la storia della musica. Bisogna immaginarsi l’effetto che può avere avuto su un ragazzo a quel tempo, quel suono, anche solo pensando all’effetto e alla potenza che ha ancora oggi.

Il rock passa per musica “autentica”, spontanea. La carica, il pathos di una canzone, di un disco o di un concerto vengono descritti come qualcosa di magico, irripetibile, frutto dell’ispirazione e del momento. Ma la perfezione, anche quando c’è il talento, costa sangue, sudore e lacrime, prove, prove, ed ancora prove: questa è la storia che racconta “The cutting edge 1965-1966”, il 12° volume delle Bootleg Series di Bob Dylan. In quel periodo Dylan non pubblicò solo la più grande canzone rock di tutti i tempi. Ma, come si direbbe oggi, era in vera a propria trance agonistica: nel giro di un anno e mezzo incise i tre album della “svolta elettrica”, “Bringing it all back home”, “Highway 61 revisited" e “Blonde on blonde”, oltre ad andare in tour costantemente, tra una session in studio e l’altra. Poi, nel luglio del ’66, un incidente in moto (dalla dinamica mai chiarita del tutto) fermò Dylan per più di un anno. Il suo ritorno portò un altro musicista.

Il periodo coperto da "The cutting edge", 14 mesi dal 1965, segna una svolta per Dylan. Certo Dylan è artista mai lineare, imprevedibile con un percorso con improvvise accelerazioni. Questo però è un momento fondamentale della sua vita. Era diventato un'icona, il ragazzo d’oro della musica folk di protesta, l’erede della più pura e genuina tradizione americana. Aveva una relazione con la regina di questa musica, Joan Baez, benedetta dai vari folksinger che vedevano nella musica la riscoperta dei puri e dei deboli e dell’America alternativa al potere. La struttura musicale doveva rispettare delle regole ben precise e la più importante era che l’elettricità serviva per le lampadine e non per le chitarre. Dylan manda tutto all’aria, prima con una certa timidezza, lasciando una facciata acustica in "Bringing it all back home", poi con nettezza in "Higway 61 revisited" e in "Blonde on bionde". Fa piangere Joan Baez. Diventa il “traditore” insultato nei concerti, ma compone la musica più rivoluzionaria di tutto il rock. I dischi nella loro compiutezza ci mostravano il percorso finito e la pubblicazione di questi nastri aiuta a capire il percorso musicale nella stanza di registrazione.

Su questa fase, su questa canzone e su questi dischi sono stati (giustamente) versati fiumi d’inchiostro. E le session di quel periodo girano da tempo in forma illegale, come bootleg propriamente detto. Finalmente arrivano in di Bootleg ufficiale, ad un anno esatto dal volume 11 della serie, le “Basement tapes” che Dylan incise con la Band durante la convalescenza da quell’incidente, pubblicandole solo in parte, anni dopo.
Ma anche il dylanologo più ossessivo, qua avrà pane per i suoi denti. Per dire, nella versione “intermedia” del box, quella con 6 CD, un disco intero è dedicato a “Like a rolling stone”, 16 take diverse, più le tracce separate degli strumenti. Esiste pure una versione limitata da 18 (diciotto!) CD, 600 dollari, con tutte, ma proprio tutte le sessioni di registrazioni di quel periodo: “Ogni nota registrata da Bob Dylan”, si promette.
E non ci sono solo le note, ma anche frammenti di dialoghi con i produttori Tom Wilson e Bob Johnston, che subentrò subito dopo “Like a rolling stone”, in un altro dei grandi fatti misteriosi della storia mitologica dylaniana. Tutto raccontato nel libretto, compresa la meravigliosa vicenda di Al Kooper, che si intrufolò nelle sessioni di registrazione come chitarrista, rinunciando quando arrivò il più esperto Mike Bloomfield. E si mise all’organo, che quasi non sapeva suonare, e si inventò quella parte di “Like a rolling stone"…

Per i comuni mortali, la versione da 2 CD è più che sufficiente: versioni alternate, che mostrano come la musica dylaniana di quel periodo fosse una strada lastricata di tentativi ed errori, di prove ossessive fino al momento “magico”, fino alla perfezione. Come la versione di “Mr. Tambourine Man” con la band, che anticipa quella dei Byrds, ma che non funziona (“Questa batteria mi sta facendo impazzire!”, urla Dylan alla fine). O la versione di “Desolation row” abbozzata al piano, e poi suonata senza quella chitarra spagnola che rese ancora più grande il pezzo.

“The cutting edge”, ovvero “All’avanguardia”. E a ragione: nessun altro artista è più stato così avanti su suoi tempi quanto il Dylan di questi 14 mesi. Questo bootleg ufficiale gli rende pienamente giustizia.

CD 1
1. Love Minus Zero/No Limit - Take 2 (1/13/1965) acoustic
2. I’ll Keep It with Mine - Take 1 (1/13/1965) piano demo
3. Bob Dylan’s 115th Dream - Take 2 (1/13/1965) solo acoustic
4. She Belongs to Me - Take 1 (1/13/1965) solo acoustic
5. Subterranean Homesick Blues - Take 1 (1/14/1965) alternate take
6. Outlaw Blues - Take 2 (1/13/1965) alternate take
7. On the Road Again - Take 4 (1/14/1965) alternate take
8. Farewell, Angelina - Take 1 (1/13/1965) solo acoustic
9. If You Gotta Go, Go Now - Take 2 (1/15/1965) alternate take
10. You Don’t Have to Do That - Take 1 (1/13/1965) solo acoustic
11. California - Take 1 (1/13/1965) solo acoustic
12. Mr. Tambourine Man - Take 3 (1/15/1965) with band, incomplete
13. It Takes a Lot to Laugh, It Takes a Train to Cry - Take 8 (6/15/1965) alternate take
14. Like a Rolling Stone - Take 5 (6/15/1965) rehearsal
15. Like a Rolling Stone - Take 11 (6/16/1965) alternate take
16. Sitting on a Barbed Wire Fence - Take 2 (6/15/1965) unreleased take
17. Medicine Sunday - Take 1 (10/5/1965) early version of Temporary Like Achilles
18. Desolation Row - Take 2 (8/4/1965) piano demo
19. Desolation Row - Take 1 (8/4/1965) alternate take

CD 2
1. Tombstone Blues - Take 1 (7/29/1965) alternate take
2. Positively 4th Street - Take 5 (7/29/1965) alternate take
3. Can You Please Crawl Out Your Window - Take 1 (7/30/1965) alternate take
4. Just Like Tom Thumb’s Blues - Take 3 (8/2/1965) rehearsal
5. Highway 61 Revisited - Take 3 (8/2/1965) alternate take
6. Queen Jane Approximately - Take 5 (8/2/1965) alternate take
7. Visions of Johanna - Take 5 (11/30/1965) rehearsal
8. She’s Your Lover Now - Take 6 (1/21/1966) rehearsal
9. Lunatic Princess - Take 1 (1/27/1966)
10. Leopard-Skin Pill-Box Hat - Take 8 (2/14/1966) alternate take
11. One of Us Must Know (Sooner or Later) - Take 19 (1/25/1966) alternate take
12. Stuck Inside of Mobile with the Memphis Blues Again - Take 13 (2/17/1966) alternate take
13. Absolutely Sweet Marie - Take 1 (3/7/1966) alternate take
14. Just Like a Woman - Take 4 (3/8/1966) alternate take
15. Pledging My Time - Take 1 (3/8/1966) alternate take
16. I Want You - Take 4 (3/10/1966) alternate take
17. Highway 61 Revisited – Take 7 (8/2/1965) false start