«FLORES - Marco Iacampo» la recensione di Rockol

Marco Iacampo - FLORES - la recensione

Recensione del 28 ott 2015

La recensione


di
Gianni Sibilla

In italia c’è un grande, doppio equivoco musicale. Esisterebbe una “Canzone d’autore”, che si contrappone a qualcos'altro (una canzone “leggera”? una canzone senza autori?). E, tendenzialmente, per farne parte basterebbero una voce e una chitarra e toni meditabondi, riprendendo il modello dei cantautori storici.
Io non credo ci sia bisogno una distinzione di questo genere o che sia necessario mettere degli steccati tra le diverse forme di canzone, riponendo quella brutta, vecchia distinzione tra "alto" "basso" di cui la stessa musica contemporanea è vittima. Ma se esiste questa benedetta “canzone d’autore”, “Flores” di Iacampo ne è l’esempio: di cosa dovrebbe essere, e come un album allo stesso tempo possa mettere in evidenza i limiti di questa etichetta. Perché questo è un disco che parte da lì, dalla voce e dalla chitarra acustica, dalla profondità delle parole, e poi prende il tutto e lo porta altrove.
Bastano i 50’ secondi iniziali, quelli di “Pittore elementare”. "Che cosa ho fatto?/son diventato/un cane nero/un vecchio saggio/un baobab”, canta Iacampo. Poi entra una tromba, e la canzone piano piano prende un altro ritmo, un’altra direzione. E lo stesso succede con “Palafitta” - solo che lì ritmo che sostiene la chitarra e la voce domina il brano dalla prima battuta.
Il bello di “Flores” è quello di essere un lavoro contemporaneamente radicato nel cantautorato italiano, con ballate delicate come “Ogni giorno, ogni ora”, e allo stesso tempo più difficile da incasellare, pur con canzoni sostanzialmente basate su sei corde acustiche e un’importanza data alla parola e alle storie, come il “Nuovo bestiario veneto” e soprattutto “Due due due”.

Iacampo ha una delicatezza e un gusto notevole nello scegliere i suoni che accompagnano le sue canzoni - sentite le percussioni di “L’efetto che fa”. Riesce a dare profondità alle canzoni senza mai appesantirle, mantenendole ariose negli spazi che le parole e gli stessi suoni lasciano aperti. Un disco intimo, senza essere troppo intimista, in quel senso che questa presunta “Canzone d’autore” ha reso uno stereotipo. Nelle 12 tracce di “Flores” non c’è nessuno stereotipo, né musicale, né lirico: è il miglior complimento che gli si possa fare.

TRACKLIST

01. Pittore elementare
02. Palafitta
03. Ogni giorno, ogni ora
04. Santa Clara
05. Bestiario
06. Pescatore
07. Come una roccia
08. Come una goccia
09. Due due due
10. L'effetto che fa
11. Biancavela
12. Flores
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.