Ice-T - 7TH DEADLY SIN - la recensione
Recensione del
09 ott 1999
Lo si può già intuire dalla bellissima copertina e dalle immagini all’interno il contenuto di questo nuovo disco di Ice T che rompe un silenzio durato quasi tre anni , e soprattutto, pone fine a un periodo di creatività dubbia da parte di questa icona del rap americano. La copertina infatti, un po’ per quello stile dark e “deragliato” che fa pensare a “Seven” (ricordate il folgorante film con Brad Pitt e Morgan Freeman) sintetizza in pieno il “mood” disturbato del nuovo, interessantissimo album di Ice T. Un “mood” garantito da suoni sporchi, industriali, che fanno pensare alle produzioni intransigenti e “alternative” di gruppi come Disposable Heroes Of Hiphoprisy o al rumore dei Public Enemy. Un “mood” che fa prendere a Ice T una direzione ben precisa. Nulla a che vedere quindi con la sciatta prova del disco precedente (“Return of the real”). Il segreto di questa rinnovata attitudine creativa? Ice T è sempre un grande a confezionare rime, ma questa volta, con l’aiuto di una serie di produttori dell’underground hip hop della “città degli angeli” (dove chiaramente Ice T vive, essendo diventato in questi anni un’icona hollywoodiana) totalmente sconosciuti (Da Beat Terrorists, DJ Ace, Trails sono alcuni di loro) ha fatto un’opera di restyling su sé stesso senza per questo suonare falsamente “riciclato”. Una bella operazione di rinnovamento che fa ben sperare anche sull’imminente ritorno di Ice T nelle vesti del leader di Body Count.
TRACK LIST
“Intro”
“Don’t hate the playa”
“Check your game”
“Get your moneyman”
“The 7th”
“NY, NY”
“Valuable game”
“Eye of the storm”
“Brother Marquis interlude”
“Always wanted to be a ho”
“Fuck it”
“CJ Mac interlude”
“Retaliation”
“Threat interlude”
“Check your heart”
“Sondoobiest interlude”
“Hardcore”
“Common sense”
“Numskull interlude”
“God forgive me”
“Exodus”