«ROCK ART AND THE X-RAY STYLE - Joe Strummer» la recensione di Rockol

Joe Strummer - ROCK ART AND THE X-RAY STYLE - la recensione

Recensione del 22 set 1999

La recensione

E’ tornato, finalmente. Con un disco solare, energico, che mescola reggae, dance, folk, rockabilly, world music e lo spirito punk di quei giorni in cui Joe Strummer era tutt’uno con i Clash. Ascoltando “Rock art and the X-ray style” viene in mente un altro dei migliori dischi di questo periodo, “Clandestino” di Manu Chao: come lui Strummer si muove da passeggero del mondo, da viaggiatore in perenne transito, impegnato a fare della sua vita arte di incontro e conoscenza. L’album che sancisce il suo ritorno sulle scene in compagnia dei neoformati Mescaleros non ha niente o quasi niente in comune con la musica dei Clash, ma li ricorda nello spirito indomito dell’”here and now”, nelle voci e nelle parole urlate come quando si parla al bar per sovrastare il brusio degli altri avventori, alzando spontaneamente il tono di voce. E i nuovi incontri contribuiscono non poco ai nuovi paesaggi: il primo singolo, “Yalla Yalla”, è stato scritto da Strummer con Richard Norris dei Grid in occasione di una jam session ‘panglobale’ svoltasi ai Real World Studios di Peter Gabriel, mentre “Forbidden City”, brano scritto quasi dieci anni fa come risposta agli eventi tragici di Piazza Tiennamen vive dello smalto regalato al brano da Anthony Glenn. Richard Norris è anche il deus ex-machina di "Diggin’ the new”, un inno ottimista e euforico che celebra il futuro, l’idea stessa di novità. A quanti lo vorrebbero chiuso in casa o di nuovo sul palco per perpetuare sterilmente la leggenda del punk-rock a firma Clash, Strummer risponde svicolando da quel polveroso quartiere della sua memoria e si concentra su una musica degna di essere ballata, ascoltata e vissuta. “Vado a ballare soltanto ai festival, non nei club: ci sono troppi ventenni e non vorrei farli sentire a disagio. Ma ai festival mi scateno…”, dice l’uomo, che in questo album regala anche gioiellini rock mica da ridere, come “Road to rock’n’roll”, una splendida canzone scritta originariamente per Johnny Cash, e “Nitcomb”, che sembra rubata al repertorio del miglior Bob Dylan. “X-ray style” è quasi un calipso, mentre a chiudere l’album arriva un momento leggiadro, accompagnato da una tessitura quasi orchestrale, come “Willesden to cricklewood”. Fuori dai binari della consuetudine e del music business Joe Strummer saluta la nuova antologia live dei Clash con un disco suo, per chi non ha soltanto voglia di rivangare il passato ma di buttarsi nel presente. “Diggin’ the new”, è il messaggio: e se lo vedeste in faccia capireste che ha ragione lui.
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